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venerdì 6 novembre 2020

Recensione: "Ragazzi della tempesta" di Elle Cosimano

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Titolo: Ragazzi della tempesta
Autrice: Elle Cosimano
Genere: Fantasy
Casa editrice: Rizzoli
In una gelida notte d'inverno, Jack Sommers è chiamato a scegliere tra vivere per sempre, secondo le antiche leggi magiche di Gaia, o morire. Jack sceglie di vivere e in cambio da quel momento in poi sarà un Inverno. Come le altre Stagioni, ogni anno Jack deve dare la caccia e uccidere chi viene prima di lui. Le leggi di Gaia sono chiare: l'Inverno uccide l'Autunno, l'Autunno uccide l'Estate, l'Estate uccide la Primavera, la Primavera uccide l'Inverno. Questo significa che Jack uccide Amber. Amber uccide Julio. Julio uccide Fleur. E Fleur uccide Jack. Sono tutti addestrati a cacciare e uccidere, e tutti a turno muoiono. Ma quando Jack e Fleur - Inverno e Primavera - sono attratti l'uno dall'altra contro ogni buon senso e regola della natura, la legge spietata che governa le loro vite eterne a un tratto diventa qualcosa di personale e di doloroso. Fleur verrà bandita per sempre, se insieme non troveranno il modo per fermare il ciclo naturale delle cose. Quando le quattro Stagioni si coalizzano, mettendo a rischio la loro immortalità in cambio di amore e libero arbitrio, la loro fuga attraverso il Paese li condurrà in un luogo in cui saranno costretti a difendersi contro un creatore che vuole annientarli.

Con Ragazzi della tempesta ho avuto una sensazione molto simile a quella che ho provato leggendo La casa di sale e lacrime. Cosa intendo? Che mi è piaciuto alla follia, che l'ho trovato super originale, ma che per qualche strano motivo non è così diffuso in Italia come invece tanti altri libri. Per questo ho intenzione di fare tutto ciò che è in mio potere per diffonderlo sempre di più e farlo arrivare nelle case di milioni di lettori.

Ragazzi della tempesta ha quattro protagonisti principali: Jack, Fleur, Amber e Julio, ma le vicende sono raccontate a pov alternati dai primi due. I quattro amici sono stagioni, quindi l'inverno, la primavera, l'estate e l'autunno, e hanno il compito di mantenerle vive nei giusti periodi dell'anno sulla terra. Nel momento in cui i quattro hanno raggiunto la morte prematura, infatti, hanno potuto scegliere se morire per sempre o diventare stagioni, condannati a una vita diversa e che ben presto, capiranno, non piacergli poi così tanto. Ecco che allora, dopo decine e decine di anni, i nostri quattro eroi decidono di scappare dalla gabbia in cui sono rinchiusi, l'Osservatorio, insieme ai loro quattro supervisori e amici. Ma la fuga è una buona idea? Del resto non hanno alternative, se vogliono vivere una vita che possa essere davvero degna di essere ritenuta tale, lontano dagli obblighi, dai doveri forzati e dal subdolo capo Cronos.

Sacrificarsi per qualcun altro richiede coraggio.

Dei protagonisti, sicuramente sono spiccati Jack e Fleur, in quanto, essendo loro a raccontare la storia con i loro pov, ci hanno permesso di entrare molto più a fondo nel racconto, nelle loro storie e nelle loro teste. Nonostante ciò, ho preferito la caratterizzazione della storia d'amore tra Amber e Julio che, a mio parere, è stata molto più forte e distruttiva a livello emotivo.

Per amare serve più coraggio che per lottare.

Per quanto riguarda i supervisori, parliamo comunque di personaggi molto importanti a livello di storia, che però meritavano una descrizione maggiore. Sono stati messi da parte al punto tale che di un paio di loro non ricordo nemmeno i nomi ed è un peccato, perché poteva davvero uscire fuori qualcosa di ancora più magico grazie a questi quattro personaggi. Sono stati molto ben descritti a inizio libro, ma poi si sono persi per la strada.

Molto apprezzato è stato, invece, il personaggio del professor Lyon, che fino alla fine non sono riuscita a capire che panni vestisse. Buono o cattivo?

Le ambientazioni sono molto varie, ci spostiamo dall'Osservatorio al Tennessee e poi ancora via per il mondo, com'è giusto che sia durante una fuga. Sono state descritte il giusto, senza strafare e senza dire chissà cosa. C'erano soltanto i giusti dettagli rivolti al fine della trama.

Se c'è qualcuno che si merita qualche ora di libertà siamo noi. Noi, che siamo quelli lasciati indietro.

Ho trovato il libro in sé super originale, non leggevo qualcosa del genere da davvero tanto tempo e mi ha resa molto felice trovare qualcosa che non sia stato la scopiazzatura di un altro fantasy, ma un'idea nuova e, se posso permettermi, grandiosa.

Tra l'altro non è mai facile destreggiarsi con una miriade di personaggi e, soprattutto, protagonisti, quando si scrive, per cui la Cosimano ha tutta la mia stima perché le è riuscito a perfezione.

Ringrazio la Rizzoli per la copia digitale del libro e lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy, delle stagioni e di un pizzico di romance. Questo libro è quello che fa per voi.



martedì 20 agosto 2019

Recensione: "Figli di sangue e ossa" di Tomi Adeyemi

10:00 0 Comments
Buongiorno lettori, oggi vi parlo dell'ultimo romanzo che ho letto e amato.


Titolo: Figli di sangue e ossa

Autrice: Tomi Adeyemi

Genere: Fantasy

Casa editrice: Rizzoli


SINOSSI

Un tempo i maji, dalla pelle d'ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orisha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l'eredità degli antenati. Al suo fianco c'è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, traverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell'acqua. Un'esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere. Età di lettura: da 12 anni.


RECENSIONE
A CURA DI GIORDANA SCHIATTARELLA

Come al solito, dato che sono in ritardo su tutto, ho letto anche questo libro super tardi, infatti è passato un anno dalla sua uscita, ma nonostante tutto sono ancora qui e sono riuscita a recuperarlo.

Figli di sangue e ossa parla di Zélie, una ragazza che nella sua vita ne ha passate tante, che a seguito del Raid ordinato dal re per sterminare la sua popolazione ha perso la madre, guardandola morire in un modo terribile sotto ai suoi occhi. Ora vive con suo padre e Tzain, ma quando arriva il suo momento e sente di dover rivendicare l'eredità degli antenati, non c'è niente che possa fermarla. Partirà presto con al suo fianco suo fratello e niente di meno la principessa di corte, Amari, la quale ha deciso di voltare le spalle al padre per fare quello che è giusto, salvare il popolo di Zélie, salvare i maji, e dimostrare a suo padre quanto nella vita si sia sempre sbagliato. Zélie non mette in conto di potersi innamorare del fratello di Amari, loro nemico, Inan. Ma Inan quale parte sceglierà? L'amore di Zélie o l'onore che può dargli il padre? Quale principe deciderà di essere e, di conseguenza, quale re per il futuro di Orisha?

La storia che ci racconta Tomi Adeyemi è tanto terribile quanto vera. Leggendo tra le righe si può cepire come l'autrice abbia cercato di parlare di avvenimenti che accadono tutti i giorni sotto i nostri occhi e di trasformarli in qualcosa di reale e tangibile che potesse arrivare sotto il naso di tutti. Tomi ci parla del suo popolo, dei neri che vengono perseguitati quando non ce ne sarebbe bisogno, di persone che vengono uccise senza motivo, solo perché temute o perché diverse.

Zélie è un personaggio molto fragile se leggiamo bene il romanzo, trova la forza di essere quello che è nelle parole di chi le sta accanto, di suo padre, suo fratello, Amari e a un certo punto persino di Inan.

Tzain invece è sempre pronto a stare accanto alla sorella per difenderla e aiutarla, da bravo fratello maggiore.

Amari è inizialmente molto fragile, non crede di poter sopravvivere molto al di fuori della protezione di suo padre, invece scopre di essere forte, una leonera, e di poter sconfiggere qualsiasi cosa le intralci il cammino.

Inan è tanto buono quanto pericoloso, eterno indeciso, non sa cosa fare della propria vita, chi seguire o da che parte stare e si fa condizionare molto facilmente. Il suo è forse il personaggio più interessante come sviluppo.

Il re invece incarna tutti i valori che ogni giorno l'umanità cerca di combattere: la cattiveria, l'essere dittatore, il non sapere nemmeno amare un figlio. Ecco cos'è lui: un mostro, come lo definirà anche Amari.

In generale ho apprezzato molto le descrizioni sempre ben accurate delle varie battaglie e ambientazioni, al punto che a volte mi sembrava di toccare con mano le scene descritte. Devo dire che ho trovato l'inizio un po' lento e questo è l'unico motivo per cui non do il punteggio pieno, ma per fortuna tutto si è ripreso molto velocemente e il romanzo è diventato pian piano sempre più accattivante.

Figli di sangue e ossa è una critica alla società di oggi fatta con criterio, un fantasy nuovo e originale tutto da scoprire. Amerete il mondo di Zélie se amate le culture diverse dalla vostra.

Io il libro lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy con un briciolo di avventura.

A tutti voi… benvenuti a Orisha.