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sabato 13 novembre 2021

Recensione: "Le vite dei Santi" di Leigh Bardugo

19:20 0 Comments

Buonasera lettori, oggi parliamo di una nuovissima uscita Mondadori che troverete in libreria e online dal 16 novembre!

Ringrazio di cuore @slytherinelle per avermi coinvolta nel review party e Mondadori per la copia.


Titolo: Le vite dei Santi

Autrice: Leigh Bardugo

Genere: Fantasy

Casa editrice: Mondadori

Acquista il libro qui


Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt'ya , per permettervi di entrare nelle pieghe più profonde dell'amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontano le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle. Una collezione resa ancora più preziosa dalle tavole a colori che accompagnano ogni storia.


Partiamo dalle basi.
Il libro che andiamo ad analizzare oggi è un volume contenente le vite dei Santi del mondo Grishaverse, libro che viene mostrato anche nella serie tv "Shadow and Bone" tra le mani di Alina Starkov.

Per chi ha amato la saga della Bardugo, questa piccola raccolta non può essere che un dettaglio in più che vi porterà ancora una volta ad amarla attraverso non solo i testi, ma anche le bellissime illustrazioni che contiene.

Ma vediamo le storie che ho scelto di analizzare nel dettaglio:

Sankt Kho e Sankta Neyar
Il primo, patrono delle buone intenzioni; la seconda, patrona dei fabbri. Non ho capito la storia appieno, a dir la verità, e non ho capito come siano arrivati a diventare santi proprio di quelle due categorie in particolare.

Sankta Yeryin del mulino
Yeryn è la patrona dell'ospitalità. Ha aiutato suo padre quando nessuno aveva intenzione di farlo e si è guadagnata tale titolo invitando tutti gli amici del padre nella loro dimora per servirsi della loro farina.

Sankt Feliks tra i rami
Era un monaco guerriero capace di prendere le sembianze di un falco. Proteggeva gli alberi. Viene celebrato ogni anno in primavera con banchetti a base di mele cotogne. È il patrono dell'agricoltura.

Sankt Iukin il logico
Lukin è il consigliere del principe del suo regno, lo consiglia come meglio crede e lo porta a diventare re. Gli consiglia, alla sua morte, di far salire al trono il suo secondo figlio. Il re accetta alla condizione che il figlio, quando erediterà il trono, tenga Lukin come consigliere fino alla fine dei suoi giorni. Ma il figlio decide di giustiziarlo. Lukin è il patrono dei politici.

Sankt Egmond
Egmond amava disegnare, costruire, forgiare metalli. Costruiva abitazioni bellissime. Un giorno, però, un suo cliente decide di averne abbastanza e lo accusa di frode, facendolo finire nelle prigioni del palazzo reale. Quando quest'ultimo rischia di soccombere a causa di un allagamento, è Egmond a salvare il castello e la famiglia reale. Diventa quindi il patrono degli architetti.

Sankt Ilya in catene
Ilya ha un potere speciale: quello di poter guarire chi non può essere guarito. È forse la storia che mi è piaciuta di più fin'ora, forse perché salva un bambino innocente e il mio cuore è debole davanti a queste cose. Ilya è il protettore delle guarigioni improbabili.

Sankt Gerasim il frainteso
Gerasim era un monaco che fece voto di silenzio e che durò cinquant'anni. Nel monastero ha sempre dipinto moltissimo, ecco perché è considerato il patrono degli artisti. Questa forse è la storia meno interessante tra quelle di cui vi ho parlato oggi.


In generale, come ho detto anche all'inizio, la storia merita moltissimo. I racconti sono tutti molto diversi e molto interessanti, ognuno ha le sue sfaccettature e vi permette di entrare ancor di più nel mondo Grisha.

Le altre ragazze vi parleranno sui loro blog delle altre storie raccolte in questo libro. Qui sotto le loro tappe:



Lo consiglio a tutti gli amanti della nostra Leigh!




martedì 26 ottobre 2021

Recensione: "Ponte di anime" di Victoria Schwab

19:31 0 Comments

 Buongiorno lettori e bentornati in una nuova recensione!


Titolo: Ponte di anime
Serie: Cassidy Black #3
Autrice: V.E. Schwab
Genere: Fantasy/Young adult
Casa editrice: Mondadori



È LEI CHE INSEGUE gli spettri, o è il contrario?

Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori.

Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona.

Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?


Eccoci giunti alla fine di questa avventura.

L'ultimo romanzo è già stato divorato e sono qui per parlarvene velocemente, senza fare spoiler sui volumi precendenti.

Cassidy questa volta si ritrova a New Orleans, la patria del soprannaturale e il luogo in cui i fantasmi decidono di dare a Cass il ben servito, o meglio, non i fantasmi, ma la morte in persona. Ecco che Cass deve imparare a scegliere, perché se lei vuole vivere, va bene, ma c'è comunque qualcun altro che dovrà dare la vita al suo posto. Che scelte farà la nostra Cassidy?

Come romanzo conclusivo mi è piaciuto davvero tanto. Cass si ritrova all'improvviso a dover crescere e capire cosa poter fare per salvare la sua pelle e quella dei suoi amici di vita.

Jacob resta il mio personaggio preferito, quello che ti permette di ridere anche quando vorresti tutto tranne che ridere.

Tara, lei è speciale, un'amica vera, esattamente quello che Cass necessitava e il pilastro fondamentale per il mondo spettrale di cui Cass non sapeva praticamente nulla.

Una storia spooky perfetta per halloween, ricca di avventure, young adult, che vi saprà sicuramente sorprendere.



martedì 5 ottobre 2021

Recensione: "Ragazza, serpente e spina" di Melissa Bashardoust

15:18 0 Comments

Grazie mille Mondadori per la copia digitale del romanzo e @thecarlyslibrary per avermi inclusa nel suo review party.


Titolo: Ragazza, serpente, spina
Autrice: Melissa Bashardoust
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori

C'era e non c'era una volta - così cominciano sempre le fiabe - una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse. Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba. All'approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c'è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno. Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?


Ci troviamo davanti a un retelling di Re Mida che, se all'inizio mi stava anche incuriosendo, poi purtroppo la mia "voglia di scoprire" si è un po' persa per la strada.

Soraya è stata maledetta quando era in fasce e il suo tocco porta la morte immediata. La ragazza, figlia del re del mondo in cui si ambienta la storia, è da sempre costretta a rimanere nascosta e ad evitare i contatti sociali, così percorre passaggi segreti per aggirarsi inosservata nel castello reale. Soraya non ha mai accettato la sua diversità, si sente sola ed emarginata, trascurata dalla famiglia e non amata. Desidera di liberarsi della maledizione e, quando le si presenta l’occasione, dovrà scegliere se buttarsi per il suo sogno o tradire la sua famiglia.

Troviamo innanzitutto l'adattamento di vecchi miti persiani, che può senz'altro risultare una tematica interessante e abbastanza nuova all'interno della letteratura fantasy.

Le due tematiche di spicco sono, invece, la diversità (di cui Soraya stessa ne è l'esempio) e l'appartenenza al mondo LGBTQ+, anche se quest'ultima è minore e non rilevante per la storia, ma non per questo meno apprezzata.

Passando ai difetti, i personaggi secondari non sono, secondo me, così ben caratterizzati come ci si aspetterebbe da un romanzo del genere e anche la protagonista stessa spesso risulta ripetitiva e a tratti anche fastidiosa.

La storia romantica è costruita in modo molto superficiale e io sono dell'opinione che o si costruisce bene, con uno slow burn e dando il tempo al tempo in tutto, rendendo anche la relazione più verosimile possibile, oppure non si costruisce proprio. Da grande fan del romance, questo punto in particolare mi ha fatto un po' storcere il naso.

Lo stile di scrittura è strano, io l'ho trovato troppo pesante in alcuni punti e troppo leggero in altri, senza dare il giusto equilibrio. Per cui alcune scene passavano velocissime, mentre altre erano davvero troppo lente. Trovo, inoltre, che i dettagli avrebbero potuto essere sviluppati molto meglio, invece mi è sembrato quasi che più andassi avanti, più la storia si perdesse nel nulla. Tutto scritto troppo velocemente, bisognava aggiungere qualche pagina e dare al corso degli eventi il giusto tempo.

Insomma, una lettura godibile, una storia leggera, ma piena di difetti.
Lo consiglio a chi ha voglia di distrarsi senza aspettarsi troppo dalle pagine che gli scorrono sotto le dita.



martedì 28 settembre 2021

Recensione: "Tunnel di ossa" di Victoria Schwab

09:00 0 Comments

 Ringrazio Mondadori per la copia digitale in anteprima.


Titolo: Tunnel di ossa

Serie: Città di spettri #2

Autrice: V.E. Schwab

Genere: Fantasy / Young adult

Casa editrice: Mondadori

Recensione al primo volume qui


Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre. L'autrice Victoria Schwab torna al mondo di "Città di spettri", regalandoci nuove avventure e una lezione sull'amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti...).

Cass e Jacob, dopo Edimburgo, approdano a Parigi!

Ho amato così tanto il primo romanzo che non vedevo l'ora di leggere questo secondo, soprattutto per l'ambientazione che, personalmente, ho amato. Sapete tutti della mia ossessione per la capitale francese ed è proprio per questo (conoscendola anche bene come le mie tasche) che ero curiosa di sapere come la Schwab avrebbe descritto la città.

Mentre Cass e Jacob camminavano per le strade di Parigi, posso dirvi che mi è sembrato di camminare di nuovo tra quelle strade, questa volta però con loro. Ho attraversato di nuovo Rue de Rivoli, riscoperto la Tour Eiffel e le catacombe. Un viaggio meraviglioso.

In questo volume iniziamo anche a scoprire le debolezze di Jacob, che nel primo romanzo sembrava essere un uomo tutto d'un pezzo, ma in fondo tutti hanno i propri problemi, anche un fantasma come lui.

In questa città, i genitori di Cass continueranno a girare il loro programma sui fantasmi, mentre nelle catacombe di Parigi, Cass non riuscirà a resistere al richiamo del Velo, diventando così una vera e propria preda di quest'ultimo e del terribile fantasma che lo popola e che sembra darle la caccia. Riusciranno lei e Jacob a essere, anche questa volta, più forti del sovrannaturale che li circonda?

Sopravvivere non è facile, tutto sembra andare a rotoli e questa volta anche di più.

Jacob sembra nascondere dei segreti che non vuole rivelare, la sua presenza nel mondo terreno lo rende sempre più forte e Cass è spaventata che possa diventare qualcosa di sconosciuto. Come riusciranno a risolvere il problema?

Anche questo secondo volume è avvincente, non annoia mai, ricco di suspance e con qualche colpo di scena ben piazzato. La Schwab si riconferma come una delle mie autrici preferite in assoluto.






lunedì 27 settembre 2021

Recensione: "Città di spettri" di V.E. Schwab

19:39 0 Comments

 Ringrazio Mondadori per la copia digitale.


Titolo: Città di spettri

Serie: Città di spettri #1

Autrice: V.E. Schwab

Genere: Fantasy / Young adult

Casa editrice: Mondadori

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa. Da Victoria Schwab, un racconto spaventoso ed elettrizzante, pieno d'azione, che parla di infestazioni, passato, mistero, e del legame tra i veri amici (anche se quell'amico è un fantasma…).

Avevo delle aspettative su questo romanzo, sì, ma non erano poi così alte, per cui l'ho letto senza paura che potesse deludermi come accade quando ho troppo hype.

Città di spettri è il primo fantasy che va a comporre l'ultima trilogia della Schwab uscita in Italia grazie a Mondadori, che ringrazio infinitamente per la copia ebook che mi ha inviato.

La storia parla di Cass, una ragazza normale che però, un giorno, quasi annega in un fiume. O meglio: annega e basta. A salvarla è un ragazzo dagli occhi azzurri e i capelli biondi che, non si sa come, riesce a tirarla fuori dal fiume, nonostante Cass sia consapevole di essere annegata troppo, di essere arrivata quasi su un fondale troppo lontano dalla superficie. Quindi... come ha fatto quel ragazzo?
Ecco la spiegazione: Jacob è un fantasma, un ragazzo che per anni è stato bloccato nel Velo (il posto i cui le anime vagano, dopo la morte, in attesa di essere mandati nell'aldilà. Il Velo non è altro che una seconda dimensione del nostro mondo, a cui possono accedere solo i morti e chi ha avuto esperienza di premorte) e che adesso riesce a passare da quest'ultimo al mondo dei vivi e viceversa proprio grazie a Cass, la donna che ha salvato, e grazie al quale ora riesce a fare altrettanto.
Ecco che i due ragazzi fanno avanti e indietro tra questi due mondi, anche quando i genitori di Cass (amanti dei fantasmi) la avvisano che partiranno in viaggio per il mondo per un programma televisivo che dovranno registrare, proprio in qualità di ricercatori di fantasmi. Cass accetta di partire con loro ed ecco che si ritrovano a Edimburgo, dove il richiamo del Velo, per Cass, è ancora più forte.
Qui Cass dovrà scoprire chi è davvero e perché ha a che fare con il Velo. In questo sarà di grande aiuto Lara, una ragazza che, come lei, può vedere i fantasmi, ma che a differenza di Cass sa anche perché e soprattutto quale sia il loro scopo.
Come finirà la storia? Quanto sarà pericolosa Edimburgo?

Inizio dicendo di non aspettarvi il romanzo fantasy del secolo, perché essendo uno young adult non può, ovviamente, essere paragonato a grandi new adult come Nevernight, Tenebre e ossa, ecc. Nonostante questo, però, credo sia comunque un libro rispettabilissimo e con cui passare decisamente qualche splendida ora di relax.

Dall'America ci spostiamo a Edimburgo, ambientazione che fa da sfondo a tutto questo primo volume della trilogia. Non sono mai stata nella città descritta, eppure tutto è narrato così bene da essermi riuscita a immaginare tra le strade della città insieme a Cass e Jacob.

Jacob è sicuramente il mio personaggio preferito, simpatico, divertente, con la risposta pronta e sempre lì a far innervosire Cass, che al contrario è più serie e prende le cose, a volte, anche un pochino sul personale.

Il fantasy è dato dalla presenza costante di fantasmi, buoni e cattivi, che creano un contrasto netto tra bene e male, aiutandoci a capire che bene e male esistono e continuano a esistere anche dopo la vita.

Quella a cui state per approcciarvi è una lettura molto leggera, tranquilla (considerato anche che i protagonisti hanno 13/14 anni) ma non per questo senza suspance, anzi. Verso la fine vi troverete anche davanti a un colpo di scena del tutto inaspettato, tutto condito dalla splendida penna della Schwab che, come sapete, io non riesco a non amare.

Vi consiglio la lettura se amate gli young adult paranormal e cercate una lettura leggera, veloce, con la giusta suspance e che non vi annoi!



lunedì 8 febbraio 2021

Recensione: "Sguardo di tenebra" di Nicola Foschini

09:00 0 Comments

Buongiorno lettori, per questa collaborazione ringrazio di cuore Nicola Foschini per la copia cartacea del suo romanzo.




Titolo: Sguardo di tenebra

Autore: Nicola Foschini

Genere: Fantasy

Casa editrice: Genesis Publishing




Una guerra è alle porte. Shaira, una giovane cacciatrice di taglie con una benda scura sugli occhi menomati, viene suo malgrado coinvolta negli intrighi di potere che stanno dilaniando i Regni di Mytharell. Lungo il suo sanguinoso percorso di vendetta, dovrà confrontarsi con antichi poteri e con eroi leggendari. I fantasmi del passato torneranno a torturare quello che rimane della sua anima dannata, andando a scavare nel suo tragico passato. Un’oscura scelta farà vacillare le sue convinzioni, costringendola a sacrificare tutto ciò che ha di più caro al mondo. I Nove Dei tirano le fila del fato, schierando i propri alfieri, in vista dello scontro finale. Primo volume di una serie epic dark fantasy che vi travolgerà, lasciandovi senza fiato.
Devo dire che per leggere questo libro ci ho messo un po' e non perché non volessi leggerlo o perché non volessi portare a termine la collaborazione, ma semplicemente mi sono ritrovata in un infernale periodo di blocco da cui non sapevo più come uscirmene. A ciò si sono unite la passione per i kdrama e il kpop arrivate così all'improvviso che mi hanno buttata in un blocco ancora maggiore, facendomi abbandonare la lettura per quasi venti giorni (praticamente tutto gennaio).

Ho ripreso proprio con Sguardo di tenebra, ma devo dire che non è stata una ripresa veloce, un po' perché uscire dal blocco, si sa, è faticoso, un po' perché il libro di per sé l'ho trovato davvero lento e pesante per almeno tre quarti.

La scrittura di Nicola è molto precisa,  ricca di descrizioni a volte anche fin troppo ampie, motivo per cui non sono riuscita ad apprezzare il romanzo fino in fondo.

Ci sono invece, paradossalmente, dei momenti che ho trovato sviluppati troppo in fretta. Il momento in cui Shaira arriva nel bosco e viene salvata da Thoma è l'esatto momento in cui i due iniziano a "vivere" insieme e nel giro di un capitolo sono già perdutamente innamorati l'uno dell'altra. Ecco, avrei preferito che la loro relazione si sviluppasse un po' più lentamente, ma questo non significa che non mi sia affezionata ai due personaggi o alla ship, infatti durante il finale ho pianto ogni lacrima che avessi in serbo dentro di me.

Il destino ha in serbo qualcosa di grande per Shaira e Thomas, ma riusciranno i due a restare insieme nonostante i mille ostavoli? E Shaira riuscirà a combattere il buio per poter tornare a rivedere la luce?







martedì 24 novembre 2020

Recensione: "La vita invisibile di Addie LaRue" di Victoria Schwab

10:31 2 Comments

 


Titolo: La vita invisibile di Addie LaRue
Autrice: Victoria Schwab
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori
"Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.". E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di "Vita dopo vita" e "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo", "La vita invisibile di Addie LaRue" si candida a divenire una pietra miliare nel genere del "romanzo faustiano".
Prima di cominciare, ringrazio Mondadori per la copia digitale del libro e Federica di @sogno.libri per la creazione di questo review tour a cui partecipo.

La vita invisibile di Addie LaRue è sicuramente uno tra i romanzi più attesi dell'anno. Intorno a questo libro girava tanto hype, per cui speravo di avere un'opinione quantomeno positiva, devo dire, però, che la lettura non ha pienamente soddisfatto le mie aspettative.

La storia comincia in realtà con quella che è la ripresa di un classico faustiano, in quanto la protagonista stringe un patto con il diavolo. In questo caso, il diavolo si chiama l'oscuro o, meglio ancora, Luc. Addie stringe il patto con lui per sentirsi libera da quelli che sono gli obblighi che la famiglia le impone, ma il dramma è che la storia prosegue ad un ritmo lento e ripetitivo per tutto l'arco del romanzo.

Addie ha 23 anni, ha già rifiutato diversi corteggiatori nonostante il disaccordo della famiglia che cerca di farla accasare ad un giovane del villaggio. Ma Addie non vuole quella vita, così scappa dalle nozze e, durante la notte, nonostante la sua amica Estele le avesse consigliato di non farlo, va a pregare gli dei. Le risponde l'oscurità nelle sembianze di un ragazzo che lei usava disegnare spesso da ragazzina. In cambio della libertà e della non appartenenza a nessuno, Addie dovrà fornire la sua anima all'oscuro quando sarà stanca di vivere. Dietro al patto, però, c'è un inganno che l'oscuro non le rivela: Addie non sarà più ricordata da nessuno e quei pochi momenti veri che riuscirà a condividere con qualcuno, varranno poco, perché le persone con cui passa il tempo si dimenticheranno presto di averlo fatto.

Tema importante del romanzo è, secondo me, la relazione tossica tra Addie e Luc, in quanto, essendo l'unico che possa ricordarla, nei momenti di sconforto è l'unico a cui lei si possa affidare, gettandosi nelle sue braccia, nella speranza di ricevere amore. Più che amore, però, a me è sembrata ossessione da parte di Addie e voglia di possederla da parte di Luc.

Come ho detto anche precedentemente, ho trovato il romanzo statico e a tratti ripetitivo, ammetto che dopo ogni pagina ero lì a chiedermi quando fosse arrivata l'azione, quando ci sarebbe stato un colpo di scena che, purtroppo, non ho visto né sentito arrivare. Sono rimasta delusa da questo punto perché avevo sentito parlare così bene di questo libro che mi ero fatta mille castelli in aria, soprattutto sapendo quanto avessi amato altri libri della Schwab, come la trilogia di Magic o il primo volume della serie di Evil (al momento l'unico uscito in Italia).

Avrei preferito vedere più azione, una Addie che provasse davvero a cambiare le carte in tavola e non che sembrasse quasi rassegnata al suo destino.

Purtroppo non è stata una delle mie letture preferite dell'anno, ma spero comunque che qualcuno possa apprezzarla più di come ho fatto io.






venerdì 20 novembre 2020

Recensione: "Gideon la nona" di Tamsyn Muir

09:00 1 Comments

Titolo: Gideon la nona
Autore: Tamsyn Muir
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori

L'imperatore ha bisogno di negromanti. Il nono negromante ha bisogno di una spadaccina. Gideon ha una spada, non ne può più di tutta quella robaccia da non morti in mezzo a cui è cresciuta e vorrebbe sfuggire al destino che la attende: una vita come servitrice e un post-vita come corpo rianimato. E così si prepara a fuggire. Ma la sua nemesi non la lascerà libera senza chiedere qualcosa in cambio...
Innanzitutto, ringrazio la Mondadori per la possibilità che ha dato a me e alle mie colleghe nella creazione di questo evento e per la copia digitale del romanzo. In particolare, grazie ad @AlessandraNekkina93_72 per avermi permesso di partecipare all'evento creato da lei.

Sicuramente, non vi nascondo che avevo alte aspettative, anche grazie all'hype costante che ha circondato questo libro nelle ultime settimane e anche prima, motivo per cui, forse, leggendo il romanzo mi è crollato completamente il mondo addosso.

Ma andiamo con ordine.

Per quanto mi riguarda, come avrete ben capito, Gideon la nona non mi ha fatto impazzire. Ho trovato tutta la trama abbastanza confusionaria e non sono riuscita ad entrare nella storia come avrei voluto. Non metto in dubbio che l'autore avesse un'idea ben precisa in testa per il suo romanzo, perché la storia ha davvero del potenziale, solo che non viene sfruttato come mi sarei aspettata.

La confusione si può notare già dal miscuglio di generi, che sono davvero tanti, iniziando dal genere base, quindi il fantasy, per poi passare allo sci-fi e addirittura al mistery. Generi che, se ben accostati, possono creare un capolavoro, ma che se maneggiati erroneamente possono generare una frittata.

Lo stile, invece, è sicuramente originale, nuovo, uno dei pochissimi punti a favore di questa storia.

Altro punto a favore è sicuramente il personaggio di Gideon che, in alcuni casi, mi ha ricordato un po' la Mia Corvere del nostro amato Jay Kristoff. Badass, forte, ironica, testarda e determinata a inseguire i suoi obiettivi, Gideon è sicuramente uno di quei personaggi che non dimenticherete.

Ma... c'è un ma.

Il personaggio di Gideon (anche se non è l'unico) è anche tanto, ma tanto volgare. Alla prima battuta ci sto, alla seconda e alla terza pure, ma alla quarta nell'arco di poche pagine inizio a storcere il naso. Ovviamente, ognuno ha i suoi gusti, ma una cosa che poteva essere carina e divertente è secondo me sfociata nel volgare più assoluto, rendendo anche la lettura noiosa e fastidiosa.

Altro tasto dolente sono le ambientazioni che si sono viste davvero poco, senza troppe spiegazioni, lasciandomi a volte anche spiazzata perché provavo a immaginare un contesto intorno alla nostra protagonista, ma senza riuscirci.

Quando si è parlato di Gideon la nona, inoltre, si è parlato anche di romance. ROmance che, io, non ho visto per niente. Si parlava di tematiche LGBT che io non ho trovato e, dato che si era pubblicizzato un certo tipo di prodotto, ci sono rimastra un po' male.

Insomma, Gideon non è una delle mie letture preferite dell'anno, ma spero comunque che tanti altri si possano ritrovare a casa nelle pagine di questo romanzo.



venerdì 6 novembre 2020

Recensione: "Ragazzi della tempesta" di Elle Cosimano

09:00 0 Comments


Titolo: Ragazzi della tempesta
Autrice: Elle Cosimano
Genere: Fantasy
Casa editrice: Rizzoli
In una gelida notte d'inverno, Jack Sommers è chiamato a scegliere tra vivere per sempre, secondo le antiche leggi magiche di Gaia, o morire. Jack sceglie di vivere e in cambio da quel momento in poi sarà un Inverno. Come le altre Stagioni, ogni anno Jack deve dare la caccia e uccidere chi viene prima di lui. Le leggi di Gaia sono chiare: l'Inverno uccide l'Autunno, l'Autunno uccide l'Estate, l'Estate uccide la Primavera, la Primavera uccide l'Inverno. Questo significa che Jack uccide Amber. Amber uccide Julio. Julio uccide Fleur. E Fleur uccide Jack. Sono tutti addestrati a cacciare e uccidere, e tutti a turno muoiono. Ma quando Jack e Fleur - Inverno e Primavera - sono attratti l'uno dall'altra contro ogni buon senso e regola della natura, la legge spietata che governa le loro vite eterne a un tratto diventa qualcosa di personale e di doloroso. Fleur verrà bandita per sempre, se insieme non troveranno il modo per fermare il ciclo naturale delle cose. Quando le quattro Stagioni si coalizzano, mettendo a rischio la loro immortalità in cambio di amore e libero arbitrio, la loro fuga attraverso il Paese li condurrà in un luogo in cui saranno costretti a difendersi contro un creatore che vuole annientarli.

Con Ragazzi della tempesta ho avuto una sensazione molto simile a quella che ho provato leggendo La casa di sale e lacrime. Cosa intendo? Che mi è piaciuto alla follia, che l'ho trovato super originale, ma che per qualche strano motivo non è così diffuso in Italia come invece tanti altri libri. Per questo ho intenzione di fare tutto ciò che è in mio potere per diffonderlo sempre di più e farlo arrivare nelle case di milioni di lettori.

Ragazzi della tempesta ha quattro protagonisti principali: Jack, Fleur, Amber e Julio, ma le vicende sono raccontate a pov alternati dai primi due. I quattro amici sono stagioni, quindi l'inverno, la primavera, l'estate e l'autunno, e hanno il compito di mantenerle vive nei giusti periodi dell'anno sulla terra. Nel momento in cui i quattro hanno raggiunto la morte prematura, infatti, hanno potuto scegliere se morire per sempre o diventare stagioni, condannati a una vita diversa e che ben presto, capiranno, non piacergli poi così tanto. Ecco che allora, dopo decine e decine di anni, i nostri quattro eroi decidono di scappare dalla gabbia in cui sono rinchiusi, l'Osservatorio, insieme ai loro quattro supervisori e amici. Ma la fuga è una buona idea? Del resto non hanno alternative, se vogliono vivere una vita che possa essere davvero degna di essere ritenuta tale, lontano dagli obblighi, dai doveri forzati e dal subdolo capo Cronos.

Sacrificarsi per qualcun altro richiede coraggio.

Dei protagonisti, sicuramente sono spiccati Jack e Fleur, in quanto, essendo loro a raccontare la storia con i loro pov, ci hanno permesso di entrare molto più a fondo nel racconto, nelle loro storie e nelle loro teste. Nonostante ciò, ho preferito la caratterizzazione della storia d'amore tra Amber e Julio che, a mio parere, è stata molto più forte e distruttiva a livello emotivo.

Per amare serve più coraggio che per lottare.

Per quanto riguarda i supervisori, parliamo comunque di personaggi molto importanti a livello di storia, che però meritavano una descrizione maggiore. Sono stati messi da parte al punto tale che di un paio di loro non ricordo nemmeno i nomi ed è un peccato, perché poteva davvero uscire fuori qualcosa di ancora più magico grazie a questi quattro personaggi. Sono stati molto ben descritti a inizio libro, ma poi si sono persi per la strada.

Molto apprezzato è stato, invece, il personaggio del professor Lyon, che fino alla fine non sono riuscita a capire che panni vestisse. Buono o cattivo?

Le ambientazioni sono molto varie, ci spostiamo dall'Osservatorio al Tennessee e poi ancora via per il mondo, com'è giusto che sia durante una fuga. Sono state descritte il giusto, senza strafare e senza dire chissà cosa. C'erano soltanto i giusti dettagli rivolti al fine della trama.

Se c'è qualcuno che si merita qualche ora di libertà siamo noi. Noi, che siamo quelli lasciati indietro.

Ho trovato il libro in sé super originale, non leggevo qualcosa del genere da davvero tanto tempo e mi ha resa molto felice trovare qualcosa che non sia stato la scopiazzatura di un altro fantasy, ma un'idea nuova e, se posso permettermi, grandiosa.

Tra l'altro non è mai facile destreggiarsi con una miriade di personaggi e, soprattutto, protagonisti, quando si scrive, per cui la Cosimano ha tutta la mia stima perché le è riuscito a perfezione.

Ringrazio la Rizzoli per la copia digitale del libro e lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy, delle stagioni e di un pizzico di romance. Questo libro è quello che fa per voi.



martedì 3 novembre 2020

Recensione: "Shades of magic - Il principe d'acciaio" di Victoria Schwab

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Titolo: Shades of magic - Il principe d'acciaio
Autrice: V.E. Schwab
Genere: Graphic novel - Fantasy
Casa editrice: Mondadori, Oscar Ink
In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell'esilio.
Eccoci qui, anche oggi davanti a una graphic novel.

A differenza dell'ultima di cui vi ho parlato (leggi la recensione di Pumpkinheads qui), questa qui non mi ha particolarmente entusiasmata.

Ci troviamo nuovamente nell'universo che la Schwab aveva già creato con A darker shade of magic e, anche se questa graphic novel è ambientata precedentemente ai romanzi effettivi, mi aspettavo un minimo di riferimento almeno a quel mondo, che invece mi è sembrato quasi inesistente. Non si è parlato di Antari, non si è parlato di Londra rossa, nera, bianca o grigia, ma di una sola Londra (nemmeno specificando quale fosse) e di una storia che, a parer mio, non ha proprio niente a che vedere con la trilogia della Schwab.

La storia in sé per sé credo sia l'unico punto che in qualche modo salva la graphic novel, ache se non è la migliore che abbia letto, ha delle potenzialità.

Primo di tutti, il principe Maxim, erede al trono di Arnes, che da il nome alla graphic novel proprio per il suo potere di piegare l'acciaio al suo volere (da qui Principe d'acciaio). Lui verrà mandato dal re in una terra lontana dalla sua per farlo concentrare sui suoi doveri e cercare di distoglierlo dall'idea di poter salvare altri regni oltre al suo. Ma la sua strada si incrocerà, tra una battaglia e un'altra, con quella della maga Arisa, un'antagonista importante in questa storia, che fino alla fine avrà un ruolo fondamentale.

Ecco, ho trovato la storia carina, ma niente di più. Credo che la Schwab avrebbe potuto fare davvero di meglio, riprendendo il mondo che lei aveva creato così egregiamente e mostrandoci qualcosa di ancora più affascinante.

Il tasto più dolente, però, secondo me sono le tavole. Ci troviamo davanti a tavole a colori, i cui toni prevalenti sono toni scuri, sempre sul rosso, nero e colori simili. Ma più che le tavole in sé, il vero problema è stata l'illustrazione dei personaggi. Li ho trovati davvero brutti e per niente affascinanti e di conseguenza sono stata ancora meno invogliata alla lettura.

Sicuramente Il principe d'acciaio è una lettura veloce, ma credo che sia anche molto soggettiva. C'è a chi piace e a chi non piace, senza troppe vie di mezzo. Purtroppo, per questa volta, faccio parte della seconda categoria.

Spero comunque che molti di voi possano appezzare la storia di Maxim più di quanto abbia fatto io.