sabato 13 novembre 2021

Recensione: "Le vite dei Santi" di Leigh Bardugo

19:20 0 Comments

Buonasera lettori, oggi parliamo di una nuovissima uscita Mondadori che troverete in libreria e online dal 16 novembre!

Ringrazio di cuore @slytherinelle per avermi coinvolta nel review party e Mondadori per la copia.


Titolo: Le vite dei Santi

Autrice: Leigh Bardugo

Genere: Fantasy

Casa editrice: Mondadori

Acquista il libro qui


Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt'ya , per permettervi di entrare nelle pieghe più profonde dell'amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontano le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle. Una collezione resa ancora più preziosa dalle tavole a colori che accompagnano ogni storia.


Partiamo dalle basi.
Il libro che andiamo ad analizzare oggi è un volume contenente le vite dei Santi del mondo Grishaverse, libro che viene mostrato anche nella serie tv "Shadow and Bone" tra le mani di Alina Starkov.

Per chi ha amato la saga della Bardugo, questa piccola raccolta non può essere che un dettaglio in più che vi porterà ancora una volta ad amarla attraverso non solo i testi, ma anche le bellissime illustrazioni che contiene.

Ma vediamo le storie che ho scelto di analizzare nel dettaglio:

Sankt Kho e Sankta Neyar
Il primo, patrono delle buone intenzioni; la seconda, patrona dei fabbri. Non ho capito la storia appieno, a dir la verità, e non ho capito come siano arrivati a diventare santi proprio di quelle due categorie in particolare.

Sankta Yeryin del mulino
Yeryn è la patrona dell'ospitalità. Ha aiutato suo padre quando nessuno aveva intenzione di farlo e si è guadagnata tale titolo invitando tutti gli amici del padre nella loro dimora per servirsi della loro farina.

Sankt Feliks tra i rami
Era un monaco guerriero capace di prendere le sembianze di un falco. Proteggeva gli alberi. Viene celebrato ogni anno in primavera con banchetti a base di mele cotogne. È il patrono dell'agricoltura.

Sankt Iukin il logico
Lukin è il consigliere del principe del suo regno, lo consiglia come meglio crede e lo porta a diventare re. Gli consiglia, alla sua morte, di far salire al trono il suo secondo figlio. Il re accetta alla condizione che il figlio, quando erediterà il trono, tenga Lukin come consigliere fino alla fine dei suoi giorni. Ma il figlio decide di giustiziarlo. Lukin è il patrono dei politici.

Sankt Egmond
Egmond amava disegnare, costruire, forgiare metalli. Costruiva abitazioni bellissime. Un giorno, però, un suo cliente decide di averne abbastanza e lo accusa di frode, facendolo finire nelle prigioni del palazzo reale. Quando quest'ultimo rischia di soccombere a causa di un allagamento, è Egmond a salvare il castello e la famiglia reale. Diventa quindi il patrono degli architetti.

Sankt Ilya in catene
Ilya ha un potere speciale: quello di poter guarire chi non può essere guarito. È forse la storia che mi è piaciuta di più fin'ora, forse perché salva un bambino innocente e il mio cuore è debole davanti a queste cose. Ilya è il protettore delle guarigioni improbabili.

Sankt Gerasim il frainteso
Gerasim era un monaco che fece voto di silenzio e che durò cinquant'anni. Nel monastero ha sempre dipinto moltissimo, ecco perché è considerato il patrono degli artisti. Questa forse è la storia meno interessante tra quelle di cui vi ho parlato oggi.


In generale, come ho detto anche all'inizio, la storia merita moltissimo. I racconti sono tutti molto diversi e molto interessanti, ognuno ha le sue sfaccettature e vi permette di entrare ancor di più nel mondo Grisha.

Le altre ragazze vi parleranno sui loro blog delle altre storie raccolte in questo libro. Qui sotto le loro tappe:



Lo consiglio a tutti gli amanti della nostra Leigh!




martedì 26 ottobre 2021

Recensione: "Ponte di anime" di Victoria Schwab

19:31 0 Comments

 Buongiorno lettori e bentornati in una nuova recensione!


Titolo: Ponte di anime
Serie: Cassidy Black #3
Autrice: V.E. Schwab
Genere: Fantasy/Young adult
Casa editrice: Mondadori



È LEI CHE INSEGUE gli spettri, o è il contrario?

Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori.

Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona.

Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?


Eccoci giunti alla fine di questa avventura.

L'ultimo romanzo è già stato divorato e sono qui per parlarvene velocemente, senza fare spoiler sui volumi precendenti.

Cassidy questa volta si ritrova a New Orleans, la patria del soprannaturale e il luogo in cui i fantasmi decidono di dare a Cass il ben servito, o meglio, non i fantasmi, ma la morte in persona. Ecco che Cass deve imparare a scegliere, perché se lei vuole vivere, va bene, ma c'è comunque qualcun altro che dovrà dare la vita al suo posto. Che scelte farà la nostra Cassidy?

Come romanzo conclusivo mi è piaciuto davvero tanto. Cass si ritrova all'improvviso a dover crescere e capire cosa poter fare per salvare la sua pelle e quella dei suoi amici di vita.

Jacob resta il mio personaggio preferito, quello che ti permette di ridere anche quando vorresti tutto tranne che ridere.

Tara, lei è speciale, un'amica vera, esattamente quello che Cass necessitava e il pilastro fondamentale per il mondo spettrale di cui Cass non sapeva praticamente nulla.

Una storia spooky perfetta per halloween, ricca di avventure, young adult, che vi saprà sicuramente sorprendere.



venerdì 22 ottobre 2021

Recensione: "Amore combinato" di Aubrey B.

20:03 0 Comments

 Buongiorno lettori, oggi parliamo di un romance molto carino!


Titolo: Amore combinato
Autrice: Aubrey B.
Genere: Romance
Self publishing





Le regole sono fatte per essere infrante.

Ad Alyssa Giselle Charlotte Kahn, principessa di Dervelot, basta una sola occhiata per rendersi conto del fatto che l’uomo che è stata costretta a sposare è il suo esatto opposto. Lei è composta, irreprensibile, e rispetta sempre le regole che le vengono imposte.
Ad Ethan Bradley Alexander Begum, principe di Kelson, è sufficiente posare lo sguardo sulla donna a cui si ritrova legato per capire che sarà una spina nel fianco. Lui è rilassato, irriverente, e vive secondo le sue regole.
Un principe.
Una principessa.
Un matrimonio combinato.
Quando i confini tra finzione e realtà si confondono, anche il limite tra odio ed amore si fa più sfumato.


Quando mi approccio a un nuovo autore, soprattutto se italiano, come sapete ho sempre mille dubbi. Non sono mai sicura che lo stile possa effetticamente piacermi, ma l'unico modo per scoprirlo è buttarsi, no? E io mi sono buttata.

Alyssa ed Ethan (o Bradley, se preferite) sono costretti a sposarsi per garantire la pace nei loro regni. Il problema, però, è che i due ragazzi sono l'opposto in tutto e per andare d'accordo ci vuole tempo... e anche pazienza.

Palesemente un enemies to lovers (cliché che io apprezzo veramente tanto) e caratterizzato al meglio. Sono riuscita a empatizzare con tutti i personaggi, sia principali che secondari. Ed empatizzare con un personaggio secondario, vi ricordo non essere facile, perché spesso vengono messi molto più in secondo piano di quanto dovrebbero davvero, risultando anche inutili.

Insomma, ve lo consiglio se cercate qualcosa di leggero, una fiaba moderna ma incredibilmente sorprendente.






lunedì 18 ottobre 2021

Il kpop e il percorso a ostacoli

09:00 0 Comments

Annyeong! Bentornati o benvenuti nella rubrica dedicata interamente al mondo del kpop con i suoi artisti, pregi e difetti.

L'ultima volta avevamo parlato della nascita del kpop e della suddivisione dei vari gruppi in 4 generazioni. 

Oggi invece continueremo il nostro viaggio partendo, per la nostra disamina, da una domanda: come si diventa idol? 

Gli idol prima di essere definiti tali e arrivare al tanto atteso e agoniato debutto, vengono firmati attraverso il periodo da trainee che può iniziare anche in età molto giovane.

Prima di continuare, ma conoscendomi so che tornerò sull'argomento, voglio sottolineare con duecento colori e scrivere a caratteri cubitali che questo periodo di formazione rappresenta un fattore di stress psico-fisico per tutti gli idol e di conseguenza la divisione tra idol di serie A, B, K non ha, neanche in questo caso, senso di esistere.

La formazione per divenire idol può cominciare con delle audizioni indette dalle diverse agenzie di talenti (SM, YJ, JYP, KQ, Bighit ecc...) alle quali partecipano annualmente migliaia di aspiranti trainee.

A tal proposito ci dovremmo far sfuggire alcuni aneddoti rivelati dagli idol? Assolutamente no.

Taehyung dei BTS, ad esempio, ha rivelato di aver partecipato casualmente ad un'audizione spinto da un suo amico; mentre Kai degli Exo fece l'audizione invogliato dal padre e da un nuovo Nintendo.

Il fato è un'entità meravigliosa no?

Escludendo la classica audizione, ci sono alcuni idol che sono stati scritturati a scuola come Mark dei got7, per strada come Minho degli SHINee e Jin dei BTS, oppure nelle scuole di ballo.

Subito dopo la selezione comincia la preparazione artistica che può durare qualche mese o alcuni anni e comprende lezioni di canto, danza e lingue straniere come il giapponese, cinese e inglese; inoltre per i trainee di diversa nazionalità, sono incluse lezioni di lingua e cultura coreana.

La maggior parte degli apprendisti deve conciliare questo tipo di formazione con quella didattica o in altri casi decide di abbandonare la scuola per dedicarsi completamente a questo obiettivo che prevede molti sacrifici anche dal punto di vista sociale.

Le lezioni coprono l'intera giornata del giovane trainee e si protraggono fino all'alba  per poi riprendere all'incirca verso le 11 del mattino (fonte Seoul mafia).

La situazione non migliora con il debutto poiché lo stress di un idol continua con la nascita di diversi disturbi quali ansia, attacchi di panico e disturbi alimentari. 
Essere idol è una sfida contro se stessi, il proprio corpo, il mercato musicale e i gusti del pubblico per non parlare degli haters e dei fandom che non sempre rappresentano un "nido" felice per il gruppo, ma di questo parleremo in un'altra puntata.

Concludo dicendo che la carriera di idol è difficile in qualsiasi aspetto, dalla nascita alla fine.

Tutti gli idol trascorrono ore in sala prove, tutti gli idol hanno le vesciche su mani e piedi o lividi, ogni idol arriva a fine concerto o anche a  metà con sintomi di vomito o mancanza si ossigeno.

Qualsiasi artista kpop è speciale per qualcuno e lavorano per loro stessi e per noi, perciò credo sia immaturo e irrispettoso parlare di idol più "massacrati" di altri. Il percorso è quello, la passione non manca e parlare di numeri o soldi è terrificante.

Si apprezza un artista per la sua musica e per la sua personalità.

Detto ciò vi do  appuntamento al prossimo episodio e buon ascolto di musica kpop, ovviamente.



venerdì 15 ottobre 2021

Recensione: "She's my song" di Angela Contini

09:00 1 Comments

Oggi parliamo di She's my song, spin-off di She's my drama, serie di Angela Contini che mi ha totalmente conquistata.


Titolo: She's my song
Serie; She's my drama #2 (spin-off)
Autrice: Angela Contini
Genere: Romance
Casa editrice: Autopubblicato



Marika è una ragazza con pochi grilli per la testa che conduce una vita tranquilla come tanti, finché non scopre che la sua migliore amica Cassie, partita per la Corea, ha bisogno di lei. Marika non ha dubbi: farebbe tutto per quella che considera una sorella a tutti gli effetti, anche trasferirsi a Seoul. D'altra parte per lei non è affatto un problema: è laureata in lingue orientali e ha sempre lavorato per la multinazionale coreana dove prima era impiegata anche Cassie. La sua sarà solo una trasferta lavorativa, che le darà modo di vivere in un Paese che ha sempre amato. Una volta in Corea, le cose prendono una piega inaspettata. Cassie conosce i Cosmo, il gruppo K-pop più famoso del momento, e quando Marika incontra Yeol, uno dei membri, sarà piuttosto difficile riuscire a tenere i piedi per terra, ma lui è un idol, e Marika non può permettersi di sognare.
Yeol è tutto quello che una ragazza può desiderare. È romantico, all'apparenza affidabile, tanto che Marika, a un certo punto, lascia da parte la sua innata diffidenza, per rendersi conto, poco dopo, che forse lui non è così sincero come sembra e, di punto in bianco, quello che sembrava un rapporto nato sotto una buona stella, subisce una battuta d'arresto, innescando una serie di reazioni a catena che vedranno i due invischiati in convivenze forzate, battibecchi continui e passioni mai sopite e a stento frenate. La verità, però, ha spesso più facce e, a volte, farla venire a galla costa un immenso coraggio. Marika e Yeol dovranno fare i conti con essa, ognuno osservandola dal proprio punto di vista. Solo così capiranno se quella buona stella è ancora dalla loro parte.

Dopo aver letto di Cassie e Joon-Jae (She's my drama), le mie aspettative per questo spin-off erano alte, la curiosità era alle stelle e la voglia di leggerlo mi implorava di mettere le mani il più presto possibile su questo file. Finalmente, dopo qualche settimana impervia, ce l'ho fatta.

Come era stato anticipato in She's my drama, Marika, la migliore amica di Cassie, arriva a Seoul richiamata proprio da Joon-Jae che, offrendole lavoro e alloggio, cerca di rendere felice la sua amata con l'arrivo della sua migliore amica. Al suo arrivo in Corea, però, Marika non si aspetta di certo di incontrare l'uomo che per anni ha idolatrato soltanto dietro uno schermo. Eccolo, infatti, Yeol, il cantante dei Cosmo per cui ha una di quelle cotte che soltanto chi ha un idolo può comprendere. Yeol però non ha un carattere facile, è testardo e ama proteggere le persone a cui tiene, soprattutto dopo degli spiacevoli incidenti accaduti tra lui e delle sasaeng (fan che amano il loro idol morbosamente, al punto di seguirli, irrompere nella loro privacy, spesso entrare nelle loro abitazioni e compiere anche atti estremi). Marika, però, è più testarda di lui e, quando qualcuno le fa un torto, state certi che non gliela farà passare liscia.

La storia di Yeol e Marika è una storia persa in partenza, perché come può un idol, con il mestiere che comporta, la fatica, il lavoro, i fan, gli haters, le sasaeng, stare con una persona che è fondamentalmente in tutto e per tutto normale?

Di questo romanzo ho amato tutto, esattamente come il primo, anche se questo secondo ha avuto una marcia in più per i personaggi, che sono molto frizzantini, testardi e che creano scene anche comiche che vi faranno morire dal ridere.

La trama, seppur diversa da quella del primo volume, è comunque molto intricata, piena di avvenimenti qua e là e di un colpo di scena che vi farà strozzare con la vostra stessa saliva, tanto che è inaspettato.

Ho apprezzato molto anche i collegamenti con She's my drama che, da scrittrice, so quanto sia difficile fare tra un volume e l'altro. Angela invece è riuscita a riportare avvenimenti del libro precedente con tranquillità, rendendo la storia ancora più magica e riempiendo la mia mente anche di ricordi legati a Cassie e a Joon-Jae che mi ha fatto davvero piacere rispolverare.
Ma il vero pezzo forte è Kenji, mi ha fatto sbellicare dalle risate dall'inizio alla fine e non vedo l'ora di leggere di lui nel romanzo che Angela ci sfornerà, spero, presto!

Se siete amanti della Corea (ma non è un requisito obbligatorio), del mondo musicale, delle storie d'amore belle ma complicate, divertenti ma serie, She's my song è decisamente il libro che fa per voi. Lo divorerete.

Grazie ancora, Angela, per la copia digitale del romanzo.



martedì 5 ottobre 2021

Alla scoperta del kpop: Inizi e presente

15:23 0 Comments

Ciao a tutti. Non potrei essere più felice di essere qui a parlare di uno degli argomenti che ormai fanno parte della mia quotidianità: il kpop.

Siete pronti? Cercherò di parlarvi in maniera chiara e, spero continua, di questo mondo complesso, a volte tedioso e poco conosciuto.

I gruppi coreani in attività tra gli anni 1930 e 1950 sono considerati i progenitori degli idol kpop, la cui storia comincia in maniera approssimata nel 1990 quando la SM Entertainment, rifacendosi al modello americano, scritturò Hyon Jin Young. Da qui in poi, per semplificare la vita, cercheremo di classificare gli idol in base alla generazione di appartenenza.

Sulla scia delle strategie delle agenzie per idol che prevedevano lo studio, non solo del canto e del ballo, ma anche della lingua e della cultura, nacquero gli H.O.T. (1996, SM Entertainment), esponenti della prima generazione caratterizzata prevalentemente da gruppi di cinque membri e una coreografia caratterizzata da passi e sequenze semplici.

Nel passaggio tra prima e seconda generazione, gli idol dovettero affrontare varie controversie soprattutto legate alla questione del playback utilizzato durante le performance sempre più complesse. A questa nuova generazione appartengono artisti come SOA (SM Ent.), Rain (JYP), Big Bang (YG Ent.) e Super Junior (SM Ent.). Questi, nella loro carriera, cercarono di lavorare orientando la loro musica verso un tipo di mercato internazionale con ritornelli brevi che richiamassero il pop occidentale.

Sulla stessa scia di questa generazione, ma con qualche tratto più identificativo, troviamo gli artisti appartenenti alla generazione 2.5, ovvero i 2pm (JYP) che erano ricondotti a un'immagine di tipo mascolino, le F (X) e la loro immagine forte e indipendente e infine gli Shinee (SM Ent.) che rappresentavano un'immagine giovanile nella musica.

A partire dagli anni 2010-2012 venne fatta cominciare la terza generazione del kpop con artisti come EXO (SM Ent.), BTS (Big Hit), Got7 (JYP) e Blackpink (YG) che pubblicizzarono la propria musica e la propria carriera con l'utilizzo, sempre più massiccio, di media digitali come contenuti esclusivi su piattaforme come YouTube e VLIVE.

Da questo momento in poi l'idol ha potuto usufruire di diversi mezzi per pubblicizzare la propria arte, come le apparizioni in tv, che hanno sempre più avvicinato gli idol a quelli che potremmo definire i "bisogni" delle fan.

Questo potrebbe essere il motto e la caratterizzazione della generazione 3.5 del kpop, che comprende artisti come i MonstaX (Starship Ent.), NCT (SM Ent.) e Seventeen (Pledis Ent.).

Attualmente, invece, stiamo vivendo la nascita della quarta generazione del kpop quasi, ormai, separata completamente dalla definizione stretta di "korean music". Tra questi alcuni esempi possono essere gli Stray Kids (JYP), Ateez (KQ Ent.) e TXT (Big Hit).

Vasto il mondo del kpop, vero? E non ho citato altro gruppi che fanno musica pazzesca come i BTOB (CUBE), Day6 (JYP), Oneus (Rainbow Ent.), Super M (SM Ent.), SF (FNC Ent.), ecc.

Se ne avremo la possibilità, parleremo del trainee, ovvero il percorso "formativo" degli idol che, tengo a precisare, rappresenta un momento di stress psico-fisico per tutti gli idol.



Recensione: "Ragazza, serpente e spina" di Melissa Bashardoust

15:18 0 Comments

Grazie mille Mondadori per la copia digitale del romanzo e @thecarlyslibrary per avermi inclusa nel suo review party.


Titolo: Ragazza, serpente, spina
Autrice: Melissa Bashardoust
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori

C'era e non c'era una volta - così cominciano sempre le fiabe - una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse. Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba. All'approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c'è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno. Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?


Ci troviamo davanti a un retelling di Re Mida che, se all'inizio mi stava anche incuriosendo, poi purtroppo la mia "voglia di scoprire" si è un po' persa per la strada.

Soraya è stata maledetta quando era in fasce e il suo tocco porta la morte immediata. La ragazza, figlia del re del mondo in cui si ambienta la storia, è da sempre costretta a rimanere nascosta e ad evitare i contatti sociali, così percorre passaggi segreti per aggirarsi inosservata nel castello reale. Soraya non ha mai accettato la sua diversità, si sente sola ed emarginata, trascurata dalla famiglia e non amata. Desidera di liberarsi della maledizione e, quando le si presenta l’occasione, dovrà scegliere se buttarsi per il suo sogno o tradire la sua famiglia.

Troviamo innanzitutto l'adattamento di vecchi miti persiani, che può senz'altro risultare una tematica interessante e abbastanza nuova all'interno della letteratura fantasy.

Le due tematiche di spicco sono, invece, la diversità (di cui Soraya stessa ne è l'esempio) e l'appartenenza al mondo LGBTQ+, anche se quest'ultima è minore e non rilevante per la storia, ma non per questo meno apprezzata.

Passando ai difetti, i personaggi secondari non sono, secondo me, così ben caratterizzati come ci si aspetterebbe da un romanzo del genere e anche la protagonista stessa spesso risulta ripetitiva e a tratti anche fastidiosa.

La storia romantica è costruita in modo molto superficiale e io sono dell'opinione che o si costruisce bene, con uno slow burn e dando il tempo al tempo in tutto, rendendo anche la relazione più verosimile possibile, oppure non si costruisce proprio. Da grande fan del romance, questo punto in particolare mi ha fatto un po' storcere il naso.

Lo stile di scrittura è strano, io l'ho trovato troppo pesante in alcuni punti e troppo leggero in altri, senza dare il giusto equilibrio. Per cui alcune scene passavano velocissime, mentre altre erano davvero troppo lente. Trovo, inoltre, che i dettagli avrebbero potuto essere sviluppati molto meglio, invece mi è sembrato quasi che più andassi avanti, più la storia si perdesse nel nulla. Tutto scritto troppo velocemente, bisognava aggiungere qualche pagina e dare al corso degli eventi il giusto tempo.

Insomma, una lettura godibile, una storia leggera, ma piena di difetti.
Lo consiglio a chi ha voglia di distrarsi senza aspettarsi troppo dalle pagine che gli scorrono sotto le dita.



martedì 28 settembre 2021

Recensione: "Tunnel di ossa" di Victoria Schwab

09:00 0 Comments

 Ringrazio Mondadori per la copia digitale in anteprima.


Titolo: Tunnel di ossa

Serie: Città di spettri #2

Autrice: V.E. Schwab

Genere: Fantasy / Young adult

Casa editrice: Mondadori

Recensione al primo volume qui


Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre. L'autrice Victoria Schwab torna al mondo di "Città di spettri", regalandoci nuove avventure e una lezione sull'amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti...).

Cass e Jacob, dopo Edimburgo, approdano a Parigi!

Ho amato così tanto il primo romanzo che non vedevo l'ora di leggere questo secondo, soprattutto per l'ambientazione che, personalmente, ho amato. Sapete tutti della mia ossessione per la capitale francese ed è proprio per questo (conoscendola anche bene come le mie tasche) che ero curiosa di sapere come la Schwab avrebbe descritto la città.

Mentre Cass e Jacob camminavano per le strade di Parigi, posso dirvi che mi è sembrato di camminare di nuovo tra quelle strade, questa volta però con loro. Ho attraversato di nuovo Rue de Rivoli, riscoperto la Tour Eiffel e le catacombe. Un viaggio meraviglioso.

In questo volume iniziamo anche a scoprire le debolezze di Jacob, che nel primo romanzo sembrava essere un uomo tutto d'un pezzo, ma in fondo tutti hanno i propri problemi, anche un fantasma come lui.

In questa città, i genitori di Cass continueranno a girare il loro programma sui fantasmi, mentre nelle catacombe di Parigi, Cass non riuscirà a resistere al richiamo del Velo, diventando così una vera e propria preda di quest'ultimo e del terribile fantasma che lo popola e che sembra darle la caccia. Riusciranno lei e Jacob a essere, anche questa volta, più forti del sovrannaturale che li circonda?

Sopravvivere non è facile, tutto sembra andare a rotoli e questa volta anche di più.

Jacob sembra nascondere dei segreti che non vuole rivelare, la sua presenza nel mondo terreno lo rende sempre più forte e Cass è spaventata che possa diventare qualcosa di sconosciuto. Come riusciranno a risolvere il problema?

Anche questo secondo volume è avvincente, non annoia mai, ricco di suspance e con qualche colpo di scena ben piazzato. La Schwab si riconferma come una delle mie autrici preferite in assoluto.






lunedì 27 settembre 2021

Recensione: "Città di spettri" di V.E. Schwab

19:39 0 Comments

 Ringrazio Mondadori per la copia digitale.


Titolo: Città di spettri

Serie: Città di spettri #1

Autrice: V.E. Schwab

Genere: Fantasy / Young adult

Casa editrice: Mondadori

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa. Da Victoria Schwab, un racconto spaventoso ed elettrizzante, pieno d'azione, che parla di infestazioni, passato, mistero, e del legame tra i veri amici (anche se quell'amico è un fantasma…).

Avevo delle aspettative su questo romanzo, sì, ma non erano poi così alte, per cui l'ho letto senza paura che potesse deludermi come accade quando ho troppo hype.

Città di spettri è il primo fantasy che va a comporre l'ultima trilogia della Schwab uscita in Italia grazie a Mondadori, che ringrazio infinitamente per la copia ebook che mi ha inviato.

La storia parla di Cass, una ragazza normale che però, un giorno, quasi annega in un fiume. O meglio: annega e basta. A salvarla è un ragazzo dagli occhi azzurri e i capelli biondi che, non si sa come, riesce a tirarla fuori dal fiume, nonostante Cass sia consapevole di essere annegata troppo, di essere arrivata quasi su un fondale troppo lontano dalla superficie. Quindi... come ha fatto quel ragazzo?
Ecco la spiegazione: Jacob è un fantasma, un ragazzo che per anni è stato bloccato nel Velo (il posto i cui le anime vagano, dopo la morte, in attesa di essere mandati nell'aldilà. Il Velo non è altro che una seconda dimensione del nostro mondo, a cui possono accedere solo i morti e chi ha avuto esperienza di premorte) e che adesso riesce a passare da quest'ultimo al mondo dei vivi e viceversa proprio grazie a Cass, la donna che ha salvato, e grazie al quale ora riesce a fare altrettanto.
Ecco che i due ragazzi fanno avanti e indietro tra questi due mondi, anche quando i genitori di Cass (amanti dei fantasmi) la avvisano che partiranno in viaggio per il mondo per un programma televisivo che dovranno registrare, proprio in qualità di ricercatori di fantasmi. Cass accetta di partire con loro ed ecco che si ritrovano a Edimburgo, dove il richiamo del Velo, per Cass, è ancora più forte.
Qui Cass dovrà scoprire chi è davvero e perché ha a che fare con il Velo. In questo sarà di grande aiuto Lara, una ragazza che, come lei, può vedere i fantasmi, ma che a differenza di Cass sa anche perché e soprattutto quale sia il loro scopo.
Come finirà la storia? Quanto sarà pericolosa Edimburgo?

Inizio dicendo di non aspettarvi il romanzo fantasy del secolo, perché essendo uno young adult non può, ovviamente, essere paragonato a grandi new adult come Nevernight, Tenebre e ossa, ecc. Nonostante questo, però, credo sia comunque un libro rispettabilissimo e con cui passare decisamente qualche splendida ora di relax.

Dall'America ci spostiamo a Edimburgo, ambientazione che fa da sfondo a tutto questo primo volume della trilogia. Non sono mai stata nella città descritta, eppure tutto è narrato così bene da essermi riuscita a immaginare tra le strade della città insieme a Cass e Jacob.

Jacob è sicuramente il mio personaggio preferito, simpatico, divertente, con la risposta pronta e sempre lì a far innervosire Cass, che al contrario è più serie e prende le cose, a volte, anche un pochino sul personale.

Il fantasy è dato dalla presenza costante di fantasmi, buoni e cattivi, che creano un contrasto netto tra bene e male, aiutandoci a capire che bene e male esistono e continuano a esistere anche dopo la vita.

Quella a cui state per approcciarvi è una lettura molto leggera, tranquilla (considerato anche che i protagonisti hanno 13/14 anni) ma non per questo senza suspance, anzi. Verso la fine vi troverete anche davanti a un colpo di scena del tutto inaspettato, tutto condito dalla splendida penna della Schwab che, come sapete, io non riesco a non amare.

Vi consiglio la lettura se amate gli young adult paranormal e cercate una lettura leggera, veloce, con la giusta suspance e che non vi annoi!



giovedì 9 settembre 2021

Recensione: "She's my drama" di Angela Contini

18:54 0 Comments

 Senza aspettarmelo, Angela mi ha catapultata in un mondo dove ogni cliché non aveva più senso di esistere.

Titolo: She's my drama

Autrice: Angela Contini

Genere: Romance

Casa editrice: Self Publishing



La vita di Cassie, figlia di un'algida avvocatessa che tiene le redini della sua esistenza fin dalla nascita, è organizzata nei minimi dettagli. Sa quando dovrà sposarsi, con chi e quanti figli avere, ma il suo fidanzato pare non pensarla allo stesso modo e quando la lascia per una ballerina di pole dance, crea il caos totale. Cassie è costretta a fare i conti con sé stessa e con quello che vuole davvero. Ad aiutarla nell'impresa, suo malgrado, ci penserà Joon-jae, collega di lavoro coreano, dal taglio d'occhi penetrante, trasferito a Napoli dalla lontana Asia, che prima le offrirà vitto e alloggio e in seguito le proporrà di seguirlo in Corea per cominciare una nuova vita, continuando a lavorare per la multinazionale coreana in cui era impiegata a Napoli. Cassie, da sempre appassionata della cultura dell'intrattenimento televisivo e musicale coreano, non ha dubbi: il suo è un sì, ma una volta in Corea, scoprirà che Joon-jae non è chi dice di essere e, soprattutto, che sta per sposarsi con Min-ji, una ricca ereditiera. È proprio un peccato, perché nel frattempo Cassie si è presa una bella cotta per lui.Min-ji dal canto suo, sa benissimo cosa non vuole: il matrimonio con un uomo che non ama. Da anni è innamorata di Raeon, leader dei Cosmo, un gruppo di affermati idol che domina le scene del K-pop, ma la loro è una storia impossibile, osteggiata dal severo padre di lei, che la vuole sposa di Joon-jae per convenienza.È possibile che il vero amore trovi comunque la strada per affermarsi, nonostante matrimoni combinati e cotte impreviste? Cassie avrà tutto il tempo per scoprirlo, in un viaggio che la condurrà esattamente dove avrebbe voluto essere: nel suo personale drama.

Quando ripenso a questo romanzo, il mio cuore, come diciamo a Napoli, "squacquarea".

Quando ho cominciato la sua lettura, mi aspettavo tante cose, anche perché me ne era stato parlato super bene, ma ogni riga ha di gran lunga superato le mie aspettative.

La storia di Cassie e Joon-Jae è quella che sogniamo un po' tutti. La partenza verso il Paese che amiamo (in questo caso la Corea) completamente a caso, nell'immediato e... tutto pagato dal fighissimo coreano di turno, Lee Joon-Jae appunto. Chi non partirebbe? Io correrei.

La particolarità di questo romanzo, però, non è costituita solo dall'ambientazione (in quanto, non è facile trovare un libro romance ambientato in un paese asiatico), ma il vero punto forte sono i cliché completamente ribaltati. Tutti. Dal primo all'ultimo.

I k-drama vi hanno messo in testa che in una determinata situazione una persona si comporta in un determinato modo? BAM! Angela vi insegna che è sbagliato, che non bisogna giudicare il libro dalla copertina, per l'appunto. E nemmeno le storie delle persone!

La storia tra Cassie e Joon-Jae è uno slow burn emozionante, a tratti divertente, condito dalle storie dei personaggi secondari che ne combinano sempre di ogni.

Marika, migliore amica della protagonista, è una vera e propria forza della natura, e quando per una cobinazione di cose si ritroverà anche lei in Corea, la situazione diventerà decisamente divertente. Io davvero non vedo l'ora di leggere qualcosa in più sul suo personaggio!

Raeon anche è un personaggio che mi affascina molto. Non credo avremo volumi su di lui, perché la storia con Min-Ji si è praticamente conclusa in questo libro, parallelamente a quella di Cassie e Joon-Jae, ma sarebbe davvero bello scoprire qualcosa in più su questo pazzerello.

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