mercoledì 11 novembre 2020

Recensione: "Non è colpa mia se ti amo" di Erika Lenti

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Titolo: Non è colpa mia se ti amo 

Autrice: Erika Lenti e Sara Lia Giordano

Genere: Romanzo Rosa
Andrea Rinaldi ha ventisei anni e, dopo avere concluso un master a Londra, torna a Milano per avere il posto che le spetta: direttrice dell'hotel più esclusivo della catena alberghiera di famiglia. 
Sua padre, però,  ha ben altri progetti per lei, e così si ritrova a dirigere il Central, un albergo a tre stelle in declino.
Delusa e arrabbiata,  Andrea si concede la tentazione di abbandonare i panni di figlia modello. Quale modo migliore per farlo,  se non quello di contattare un ragazzo conosciuto tramite un sito d'incontri online?
Sembra che la fortuna voglia sorriderle,  perché Gabriele non solo è attraente,  ma bacia anche benissimo. 
Peccato che quel ragazzo non fosse Gabriele. Lui, a quell'appuntamento,  non si è mai presentato! 
Ma allora chi ha baciato?
Ad Andrea non resta che scegliere di mettere una pietra sopra alla sua disastrosa vita sentimentale e concentrarsi sul lavoro, almeno non deluderà suo padre.
È un piano perfetto,  tranne che per un piccolo problema: Rafael Orlandi.
Non solo è l'insopportabile,  egocentrico e affascinante vicedirettore d'albergo che vorrebbe il suo posto... ma è anche l'impostore che l'ha baciata al posto di Gabriele. 
I presupposti per odiarti ci sono tutti.
Riusciranno a collaborare o l'attrazione li travolgere come un uragano?
Una storia frizzante, ironica (a tratti comica) e romantica.

La lettura è talmente scorrevole e la trama coinvolgente che facevo fatica ad interrompere la lettura. I battibecchi tra Andrea e Rafael sono esilaranti. 

Andrea è una ragazza con un carattere forte ed è determinata a mantenere una promessa fatta alla mamma in punto di morte. Ecco perché si è impegnata molto negli studi, ha sacrificato la sua vita privata per raggiungere il suo obbiettivo nel più breve tempo possibile.  Ma lei puntava in alto, I' A&F Luxury Hotel di Piazza Duomo, ma quando il padre, nel giorno del suo compleanno,  la nomina direttore del Central, un vecchio albergo tre stelle, la sua delusione è immensa. Ma accetterà questo incarico come una sfida per dimostrare al padre che lei merita di più.

Rafael è il vicedirettore de Central da molti anni, anche sua mamma lavora li. Così quando  il Signor Rinaldi, proprietario dell'albergo, lo convoca per importanti notizie, la prima cosa che pensa è una promozione  a direttore.  In realtà ci sarà un nuovo direttore ma non sarà lui. Quindi entrambi con motivazioni diverse si ritroveranno al Dream, un locale molto alla moda; Rafael per chiacchierare con sua sorella che lavora li come barista e Andrea per incontrare, per la prima volta Gabriele, conosciuto su un sito d'incontri,  senza averlo mai visto nemmeno in foto. Così complice il mancato arrivo di Gabriele, la faccia tosta di Rafael nasce il primo equivoco. Rafael si presenta al tavolo di Andrea e quando lei lo chiama Gabriele lui non conferma, ma cosa importante non nega. Dopo questo  loro primo incontro il secondo sarà il giorno della presentazione a tutto il personale del Central del nuovo direttore... e qui cominceranno i guai!! Ma anche il divertimento.

Tra equivoci, malintesi, dispetti, attrazione, collaborazione e complicità nascerà anche qualcosa tra i nostri protagonisti. Così di pari passo mentre l'hotel subisce la sua trasformazione anche Andrea e Rafael cambieranno l'idea che ognuno aveva dell'altro.

Non potete perdervi l'epilogo... ma per quello dovrete leggere il libro.





sabato 7 novembre 2020

Recensione: "All'ombra della luna" di Mary Rotnan

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Titolo:All’ombra della luna

Autrice: Mary Rotnan

Genere: Fantasy Romance

Casa editrice: Self published

Il governo americano aveva reso Jason Long diverso.
A causa di un esperimento sul DNA, Jason Long è in possesso di facoltà paranormali che lo rendono mutato dal genere umano. La sua condizione lo porta a vivere lontano dalla notorietà che la sua posizione richiede e mentre combatte contro l'irrequietezza del suo status, una notte si troverà a dover salvare Elizabeth Wallard da un tentativo di violenza da parte di alcuni uomini, durante una festa.
Questo atto gli cambierà radicalmente la vita e lo costringerà a dover affrontare situazioni, sentimenti e sensazioni che si era vietato per anni. Dal momento che vede Liz, Jason ripiomba nelle paure del rifiuto e quindi cerca di tenere lontano da sé l'unica donna che gli ha catturato il cuore. Varie vicende porteranno i due innamorati ad allontanarsi e...

A causa di un esperimento sul DNA, Jason Long è in possesso di facoltà paranormali che lo rendono mutato dal genere umano. La sua condizione lo porta a vivere lontano dalla notorietà che la sua posizione sociale richiede. Ogni giorno combatte contro l'irrequietezza del suo status. Una notte vagabondando per le vie di New York, si troverà a dover salvare Elizabeth Wallard da un tentativo di violenza da parte di alcuni uomini.

 Questo atto gli cambierà radicalmente la vita e lo porterà a dover affrontare situazioni, sentimenti e sensazioni che si era vietato per anni. Dal momento in cui vede Liz, le incertezze di Jason si accentuano come la paura del rifiuto. Così cerca di tenere lontano da sé l'unica donna che gli ha catturato il cuore.

 

Elizabeth si ritroverà all’improvviso in una vita decisamente più movimentata in seguito all'aggressione di alcuni colleghi, e soprattutto dopo il salvataggio di un uomo misterioso. Una donna forte e determinata che sa tenere testa anche all’alpha Jason Long. Ho visto Liz come un muro di mattoni, che dopo un terremoto, è stato ricostruito in marmo. Ha un’enorme potenza nascosta dentro di sé, ma fa molta fatica  a tirarla fuori.

 

Anche lui una persona che ha sofferto molto e non riesce ad amare per paura di rovinare tutto. Forte, ma debole nel contempo, risulta affascinante fin da subito, perché in fondo a chi non piace quell'aura di mistero da lui emanata. Personaggio completamente sfrontato ed irriverente, pensa che tutto sia suo oppure lo diventerà se solo lui lo desideri. 

 

In un'atmosfera insolita ed anche un po’ cupa, l’autrice usa delle parole e dei contenuti che impediscono di staccare gli occhi da questo libro. 

Seppure lo stile ricalchi un po’ quello di 50 sfumature di grigio si percepisce un sentimento di gran lunga diverso e di un’intensità maggiore. Anche il contenuto è abbastanza simile, e le parti che sono un po’ originali restano decisamente scontate e non si incontra nessun tipo di colpo di scena. 

 

Ci sono molti momenti carichi di tensione ed emozioni che fanno rimanere il lettore incollato al testo. Forse viene messa troppa spannung nei momenti sbagliati, lasciando chi legge un po’ perplesso.  

 

Le parole hanno un registro quasi troppo formale, e cominciano ad avere uno stile più coerente con il contenuto solo da metà del libro. Un punto a favore per quanto riguarda lo stile è senza dubbio la lunghezza dei periodi, né troppo esaustiva né troppo breve.

 

Riusciranno a riscoprire le parti migliori di loro stessi aiutandosi l’un l’altro?

Questa è la domanda che ci si pone durante la lettura. Ci si sente completamente inglobati e coinvolti emotivamente dalla vicenda. Infatti dal punto di vista razionale la trama lascia un po’ a desiderare, poiché molte sequenze sono scollegate fra loro e mancano di conseguenza parti consistenti di storia. Va bene far viaggiare il lettore con la fantasia, ma non così tanto. 

 

I temi trattati sono abbastanza delicati, soprattutto quando si parla delle violenze subite da Elizabeth, inoltre anche quando si narra delle mutazioni genetiche testate sul padre di Jason si tocca il mondo attualmente molto discusso dalla comunità scientifica e non, che è la bioetica. 

Merita di essere letto da tutti gli amanti dei fantasy e dei romance. 





venerdì 6 novembre 2020

Recensione: "Ragazzi della tempesta" di Elle Cosimano

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Titolo: Ragazzi della tempesta
Autrice: Elle Cosimano
Genere: Fantasy
Casa editrice: Rizzoli
In una gelida notte d'inverno, Jack Sommers è chiamato a scegliere tra vivere per sempre, secondo le antiche leggi magiche di Gaia, o morire. Jack sceglie di vivere e in cambio da quel momento in poi sarà un Inverno. Come le altre Stagioni, ogni anno Jack deve dare la caccia e uccidere chi viene prima di lui. Le leggi di Gaia sono chiare: l'Inverno uccide l'Autunno, l'Autunno uccide l'Estate, l'Estate uccide la Primavera, la Primavera uccide l'Inverno. Questo significa che Jack uccide Amber. Amber uccide Julio. Julio uccide Fleur. E Fleur uccide Jack. Sono tutti addestrati a cacciare e uccidere, e tutti a turno muoiono. Ma quando Jack e Fleur - Inverno e Primavera - sono attratti l'uno dall'altra contro ogni buon senso e regola della natura, la legge spietata che governa le loro vite eterne a un tratto diventa qualcosa di personale e di doloroso. Fleur verrà bandita per sempre, se insieme non troveranno il modo per fermare il ciclo naturale delle cose. Quando le quattro Stagioni si coalizzano, mettendo a rischio la loro immortalità in cambio di amore e libero arbitrio, la loro fuga attraverso il Paese li condurrà in un luogo in cui saranno costretti a difendersi contro un creatore che vuole annientarli.

Con Ragazzi della tempesta ho avuto una sensazione molto simile a quella che ho provato leggendo La casa di sale e lacrime. Cosa intendo? Che mi è piaciuto alla follia, che l'ho trovato super originale, ma che per qualche strano motivo non è così diffuso in Italia come invece tanti altri libri. Per questo ho intenzione di fare tutto ciò che è in mio potere per diffonderlo sempre di più e farlo arrivare nelle case di milioni di lettori.

Ragazzi della tempesta ha quattro protagonisti principali: Jack, Fleur, Amber e Julio, ma le vicende sono raccontate a pov alternati dai primi due. I quattro amici sono stagioni, quindi l'inverno, la primavera, l'estate e l'autunno, e hanno il compito di mantenerle vive nei giusti periodi dell'anno sulla terra. Nel momento in cui i quattro hanno raggiunto la morte prematura, infatti, hanno potuto scegliere se morire per sempre o diventare stagioni, condannati a una vita diversa e che ben presto, capiranno, non piacergli poi così tanto. Ecco che allora, dopo decine e decine di anni, i nostri quattro eroi decidono di scappare dalla gabbia in cui sono rinchiusi, l'Osservatorio, insieme ai loro quattro supervisori e amici. Ma la fuga è una buona idea? Del resto non hanno alternative, se vogliono vivere una vita che possa essere davvero degna di essere ritenuta tale, lontano dagli obblighi, dai doveri forzati e dal subdolo capo Cronos.

Sacrificarsi per qualcun altro richiede coraggio.

Dei protagonisti, sicuramente sono spiccati Jack e Fleur, in quanto, essendo loro a raccontare la storia con i loro pov, ci hanno permesso di entrare molto più a fondo nel racconto, nelle loro storie e nelle loro teste. Nonostante ciò, ho preferito la caratterizzazione della storia d'amore tra Amber e Julio che, a mio parere, è stata molto più forte e distruttiva a livello emotivo.

Per amare serve più coraggio che per lottare.

Per quanto riguarda i supervisori, parliamo comunque di personaggi molto importanti a livello di storia, che però meritavano una descrizione maggiore. Sono stati messi da parte al punto tale che di un paio di loro non ricordo nemmeno i nomi ed è un peccato, perché poteva davvero uscire fuori qualcosa di ancora più magico grazie a questi quattro personaggi. Sono stati molto ben descritti a inizio libro, ma poi si sono persi per la strada.

Molto apprezzato è stato, invece, il personaggio del professor Lyon, che fino alla fine non sono riuscita a capire che panni vestisse. Buono o cattivo?

Le ambientazioni sono molto varie, ci spostiamo dall'Osservatorio al Tennessee e poi ancora via per il mondo, com'è giusto che sia durante una fuga. Sono state descritte il giusto, senza strafare e senza dire chissà cosa. C'erano soltanto i giusti dettagli rivolti al fine della trama.

Se c'è qualcuno che si merita qualche ora di libertà siamo noi. Noi, che siamo quelli lasciati indietro.

Ho trovato il libro in sé super originale, non leggevo qualcosa del genere da davvero tanto tempo e mi ha resa molto felice trovare qualcosa che non sia stato la scopiazzatura di un altro fantasy, ma un'idea nuova e, se posso permettermi, grandiosa.

Tra l'altro non è mai facile destreggiarsi con una miriade di personaggi e, soprattutto, protagonisti, quando si scrive, per cui la Cosimano ha tutta la mia stima perché le è riuscito a perfezione.

Ringrazio la Rizzoli per la copia digitale del libro e lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy, delle stagioni e di un pizzico di romance. Questo libro è quello che fa per voi.



giovedì 5 novembre 2020

Recensione: "La scultrice dei segreti" di Sara Del Signore

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Titolo: La scultrice dei segreti
Autrice: Sara Del Signore
Casa editrice: Literary Romance
Genere: Romance storico
Durante un restauro in una cripta, Cassandra Lodi, esperta scultrice, rinviene delle lettere risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. A scriverle è la mano di una donna, un capo di brigata. Cassandra non sa che quelle vecchie missive sconvolgeranno la sua vita; non immagina che la legheranno alla nobile famiglia per cui sta lavorando, e che corre un grave pericolo a restare a Villa Guelfi… Qualcuno non vuole che lei scopra la verità ed è pronto a metterla alla porta nel più miserabile dei modi. A guardarle le spalle, Lorenzo, compassato giornalista incapace di ascoltare il cuore…

Dicono spesso che uomini e donne vengono da mondi diversi, noi invece venivamo dallo stesso mondo, il nostro mondo, quello che avevamo costruito insieme.

Ciao lettori! Oggi vi parlo di un romance con sfumature mistery che mi è piaciuto molto, anche se non è riuscito ad emozionarmi. 

Racconta la storia di Cassandra, una scultrice romana che si ritrova a Mantova per un lavoro commissionatole da un ricco signore, Vittorio.
Il lavoro non si rivela semplice, perché c'è qualcuno che inspiegabilmente cerca di metterle i bastoni tra le ruote. E fino alla fine non ho capito chi fosse costui, l'autrice è stata bravissima a confondermi.

Lo stile di scrittura è estremamente scorrevole, è un libro che si legge velocemente e che, soprattutto dopo la prima metà, tiene incollati alle pagine.

Cassandra è una protagonista forte a cui mi sono affezionata subito. Adoro la sua capacità di cogliere le emozioni delle persone nelle sue sculture; l'autrice le descrive così bene che sono riuscita a visualizzarle come se le avessi davanti agli occhi.
Mi sono piaciuti molto anche Francesca e Federico, i migliori amici della protagonista.
Ho fatto fatica, invece, ad apprezzare Lorenzo. Alla fine ho cambiato idea su di lui, ma all'inizio non mi ha conquistata, mi è sembrato di non conoscerlo abbastanza...
In realtà, facevo il tifo per Tommaso... Non posso dirvi molto altro, perché sarebbe spoiler.

È presente una storia d'amore Hate to love, il tipo di relazione che amo! C'è una componente mistery e c'è un bellissimo richiamo alla storia ed in particolare alla Seconda Guerra Mondiale.
Cassandra, infatti, troverà della misteriose lettere risalenti al 1944... E dopo il loro ritrovamento inizieranno ad accadere fatti spiacevoli... 

Direi che questo libro è perfetto per chi ama le storie in cui passato e presente si intrecciano, per chi ama lo sbocciare di un grande amore e per chi adora non avere subito tutte le risposte. 

Do 3,5/5 stelle al libro, perché, come già detto, mi è piaciuto, ma non mi ha emozionato. Se volete staccare dalla quotidianità, questo romance è perfetto.








martedì 3 novembre 2020

Recensione: "Al di là dei tuoi occhi - Una nuova vita" di Paola Serra

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Titolo: Al di là dei tuoi occhi - Una nuova vita
Serie: The Munsee Series #2
Autrice: Paola Serra
Genere: Romance
Casa editrice: Self Publishing

Alcune ferite si sanano col tempo. Altre restano indelebili, marchiate sulla pelle.
Certe paure non si sconfiggono in un'estate, al contrario restano lì, in agguato, pronte a colpire.
Si può decidere di tenerle a bada, di reagire, o di lasciarsi andare affondando nelle insicurezze.
Questi sono i dubbi che scuotono l'animo di Beck nella ricerca di se stessa.
Noah è tornato a New York.
Lei è rimasta al ranch, a combattere da sola i suoi fantasmi, in attesa del momento in cui si sentirà pronta a spiegare le ali.
Ma esiste davvero la giusta circostanza in cui abbattere le proprie resistenze e lanciarsi verso l'ignoto? In cui rischiare tutto per ciò che potrebbe renderti felice?
Una differente città, una diversa quotidianità, un equilibrio da raggiungere. Un rapporto da costruire giorno dopo giorno, insieme. Entusiasmanti sfide da cogliere al volo.
Tra vecchie e nuove conoscenze, segreti e rivelazioni sconvolgenti, i nostri protagonisti si preparano ad affrontare un nuovo inizio... Anzi una nuova vita.
Saranno in grado di fronteggiare i cambiamenti senza perdere la giusta rotta? Potrà un'omissione mettere a repentaglio ogni cosa?
Perché l'amore a volte può bastare, altre, invece, sfaldarsi sotto le macerie della fiducia perduta.
Finalmente abbiamo tra le mani il secondo volume di questo romanzo e posso parlarvene.

Dopo le vicende nel ranch della madre di Beck, ci spostiamo a New York, a casa di Noah. Rebecca, dopo tempo immemore, decide di raggiungere l'uomo che ama nella Grande Mela, e con lei Joseph, che si troverà in città per delle gare di equitazione.
Rebecca ricomincia a cavalcare ed è proprio per via dell'equitazione che comincerà ad avere i primi scontri con Noah. Nonostante l'amore profondo, si sa che l'amore è bello se non è litigarello, ma è davvero amore se non si litiga nemmeno un pochino?

I personaggi principali li ho trovati ancor meglio caratterizzati che nel primo libro. Beck con i suoi punti di forza e le sue grandi fragilità , la paura di cadere e di non essere abbastanza per Noah; con Noah invece sono entrata in un'empatia incredibile, lo immaginavo mentre stava lì a dipingere e a pensare alla sua ragazza e imploravo qualsiasi entità potesse sentirmi per trovare un ragazzo così: sensibile, buono, altruista.

I personaggi secondari li ho trovati molto migliorati, ma ancora una volta è Joseph a spiccare sopra gli altri, in quanto gli viene comunque dato grande spazio nella narrazione per via di diverse vicende che lo vedranno coinvolto in prima persona.

Anche questo volume è in terza persona, ma la lettura mi è sembrata più scorrevole del primo volume. Sicuramente segno di maturazione da parte dell'autrice nella scrittura tra il primo e il secondo volume.

Lo consiglio vivamente agli amanti delle storie dolci e romantiche e ringrazio Paola per la copia digitale del romanzo.








Recensione: "Shades of magic - Il principe d'acciaio" di Victoria Schwab

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Titolo: Shades of magic - Il principe d'acciaio
Autrice: V.E. Schwab
Genere: Graphic novel - Fantasy
Casa editrice: Mondadori, Oscar Ink
In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell'esilio.
Eccoci qui, anche oggi davanti a una graphic novel.

A differenza dell'ultima di cui vi ho parlato (leggi la recensione di Pumpkinheads qui), questa qui non mi ha particolarmente entusiasmata.

Ci troviamo nuovamente nell'universo che la Schwab aveva già creato con A darker shade of magic e, anche se questa graphic novel è ambientata precedentemente ai romanzi effettivi, mi aspettavo un minimo di riferimento almeno a quel mondo, che invece mi è sembrato quasi inesistente. Non si è parlato di Antari, non si è parlato di Londra rossa, nera, bianca o grigia, ma di una sola Londra (nemmeno specificando quale fosse) e di una storia che, a parer mio, non ha proprio niente a che vedere con la trilogia della Schwab.

La storia in sé per sé credo sia l'unico punto che in qualche modo salva la graphic novel, ache se non è la migliore che abbia letto, ha delle potenzialità.

Primo di tutti, il principe Maxim, erede al trono di Arnes, che da il nome alla graphic novel proprio per il suo potere di piegare l'acciaio al suo volere (da qui Principe d'acciaio). Lui verrà mandato dal re in una terra lontana dalla sua per farlo concentrare sui suoi doveri e cercare di distoglierlo dall'idea di poter salvare altri regni oltre al suo. Ma la sua strada si incrocerà, tra una battaglia e un'altra, con quella della maga Arisa, un'antagonista importante in questa storia, che fino alla fine avrà un ruolo fondamentale.

Ecco, ho trovato la storia carina, ma niente di più. Credo che la Schwab avrebbe potuto fare davvero di meglio, riprendendo il mondo che lei aveva creato così egregiamente e mostrandoci qualcosa di ancora più affascinante.

Il tasto più dolente, però, secondo me sono le tavole. Ci troviamo davanti a tavole a colori, i cui toni prevalenti sono toni scuri, sempre sul rosso, nero e colori simili. Ma più che le tavole in sé, il vero problema è stata l'illustrazione dei personaggi. Li ho trovati davvero brutti e per niente affascinanti e di conseguenza sono stata ancora meno invogliata alla lettura.

Sicuramente Il principe d'acciaio è una lettura veloce, ma credo che sia anche molto soggettiva. C'è a chi piace e a chi non piace, senza troppe vie di mezzo. Purtroppo, per questa volta, faccio parte della seconda categoria.

Spero comunque che molti di voi possano appezzare la storia di Maxim più di quanto abbia fatto io.





Recensione: "Tenebre e ossa" di Leigh Bardugo

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Titolo: Tenebre e ossa
Serie: Shadow and bone #1
Autrice: Leigh Bardugo
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori
"Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro". L'orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell'esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d'Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell'amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l'élite di creature magiche che, al comando dell'Oscuro, l'uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l'intera corte. Alina, infatti, è l'unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore. Da questo romanzo la serie Netflix di prossima uscita.
Dopo Sei di corvi e La nona casa, finalmente ci ritroviamo davanti a un altro capolavoro di Leigh Bardugo.

Mal e Alina sono amici da sempre, probabilmente da quando nemmeno possedevano già dei ricordi, si spalleggiano l'un l'altra, ma mentre Alina desidera qualcosa di più dal loro rapporto, Mal non vede in lei altro che una buona amica.
Però, certo che il destino è strano, perché è proprio quando Alina viene portata via dall'Oscuro (che io continuerò a chiamare Darkling, perché Oscuro davvero non si può sentire) con la spiegazione di essere una Grisha molto speciale, che Mal capirà cosa sia davvero Alina per lui.
Quindi sì, Alina è una Grisha molto potente, un tipo di Grisha che il Darkling cerca da anni per portare a termine i suoi scopi e che adesso ha tutto per lui. Ma ciò che vuole il Darkling può essere davvero la pace? E Mal, che per mesi è tenuto lontano dalla persona più importante della terra per lui, come farà a ritrovarla? Ci riuscirà?

Tenebre e ossa è un libro che ho aspettato per tanto tempo. Come ben sapete, ho amato Sei di corvi (primo libro della duologia di Six of crows, sempre sul mondo dei Grisha), ma La nona casa mi ha delusa per diversi motivi. Tenebre e ossa ha riportato alto, almeno per me, il nome della Bardugo.

Devo ammettere che il primo 50% è stato molto lento, l'ho trovato anche a tratti ripetitivo. Alina faceva sempre le stesse cose, aveva sempre lo stesso tarlo in testa rivolto a Mal, al come stesse, al dove fosse. Sono state delle prime 150 pagine un po' pesantucce, a mio avviso. Il libro si riprende decisamente dalla seconda metà in poi, dove i colpi di scena e l'azione sono assicurate una pagina sì e l'altra pure.

Per quanto riguarda l'ambientazione, ancora una volta ci troviamo a Ravka, come in Sei di corvi, ma temporalmente ci troviamo due anni prima le vicende che narrano dei nostri piccoli corvi (ricordo il mio amore smisurato per Kaz Brekker perché è sempre cosa buona e giusta).

Alina è un personaggio forte per alcuni tratti e debole per altri, mi ha ricordato infatti un misto tra Nina e Inej di Sei di corvi, ma mi è piaciuta proprio per questo, perché con i suoi punti di forza e le sue debolezze mi è sembrata non la solita bad ass dei fantasy, ma una protagonista umana, coraggiosa, ma con le proprie paure e i propri demoni da affrontare.

«Tu mi sei mancata ogni ora. E sai qual era la cosa peggiore? Che mi ha colto completamente di sorpresa.»

Mal e il Darkling invece sono personaggi completamente diversi. Il primo è tranquillo, docile, con una capacità di amare da far mettere i brividi addosso per la dolcezza. Il secondo, invece, è un personaggio molto più complicato, difficile da comprendere dall'inizio fino alla fine, con una continua traccia di mistero intorno a lui. E se da un lato capisco perché Alina, almeno all'inizio, sia caduta nella trappola amorosa del Darkling, dall'altro lato non riesco a non essere #TeamMal, almeno per questo primo volume.

«Il problema del desiderio» sussurrò, e la sua bocca si spostò sul mio mento per poi fermarsi a un soffio dalle mie labbra «Ãˆ che ci rende deboli.»

 

Consiglio questo fantasy in primis a chi ha letto e amato Sei di corvi e poi a tutti coloro che cercano qualcosa di non troppo pesante, ma che riesce a coinvolgervi dalla prima all'ultima pagina, lasciandovi con il fiato sospeso.





lunedì 2 novembre 2020

Recensione: "Al di là dei tuoi occhi - L'inizio del viaggio" di Paola Serra

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Titolo: Al di là dei tuoi occhi
Serie: The Munsee Series #1
Autrice: Paola Serra
Genere: Romance
Casa editrice: Self Publishing
Ci sono volte in cui voltarsi indietro fa ancora paura. Ci sono volte in cui vorresti che il passato restasse tale. Quelle in cui ti ritrovi “costretto” a tornare nei luoghi della tua infanzia non sapendo bene cosa aspettarti. Sono questi i timori che affiggono Noah nel suo viaggio verso casa, nella cittadina selvaggia di Hulett, dopo un'assenza durata ben cinque anni. È lì che ha lasciato una parte di sé: tra le catene montuose e “presso il grande fiume calmo”, tra le praterie e gli arbusti, tra i ranch e i cavalli, tra nuovi e vecchi amici mai dimenticati. E sarà lì che ritornerà per scoprire cosa nasconde la sua Beck: un'amica, una confidente, la sua metà perfetta. Un rapporto indissolubile, un'amicizia pura e sincera messa a dura prova da una partenza improvvisa. Ma come spesso accade nel distacco, molte cose sono cambiate, loro non sono più gli stessi: Rebecca schermata dietro i suoi muri invalicabili e con tanta rabbia da esternare; Noah, con una vita altrove, ritrova ferite che credeva aver metabolizzato. Riusciranno a ritrovare l'uno negli occhi dell'altra quella complicità smarrita, quella fiducia perduta, quell’anima affine che riusciva a leggergli dentro al primo sguardo? Riusciranno a riconoscersi accantonando il passato e scrutando il domani con nuove aspettative? Benvenuti in Wyoming, benvenuti nella loro realtà.
Noah e Beck hanno trascorso insieme tutta l'adolescenza, ma la morte del padre di lui li costringe a separarsi, in quanto la sua famiglia deciderà di lasciare il Wyoming e trasferirsi a New York. Dopo ben cinque anni di lontananza, Noah e la madre tornano nel loro paese d'origine per trascorrere le vacanze, ma lo spettacolo che il ragazzo si troverà davanti non è esattamente lo scenario che aveva immaginato per il giorno in cui sarebbe tornato a casa. Beck è diversa da quando Noah l'ha vista per l'ultima volta. Si è chiusa in se stessa e non nutre più alcuna passione, nemmeno quella per i cavalli, che lei tanto adorava. E quando Noah torna, se da un lato Beck non riesce ad allontanarlo come pensava di poter fare, dall'altro è sicura di non rivolerlo nella sua vita. Ma Noah farà ogni cosa in suo potere per riconquistarsi un altro piccolo spazio nel cuore dell'unica donna che lo abbia mai fatto sentire a casa.

Noah e Beck, nonostante la loro giovane età (ventun'anni), hanno già subito molte perdite che hanno incrementato il chiudersi in se stessa, per quanto riguarda Beck, e sicuramente un piccolo cambiamento anche in Noah che, seppur meno evidente, c'è.

Oltre a loro due e alla delicata tematica del lutto, personaggi molto presenti sono le madri dei due ragazzi, che nell'arco della storia sono state due figure fondamentali per entrambi e in alcuni punti hanno aiutato persino i loro figli nelle decisioni da prendere. Scelta saggia, quella di inserire con così tanta presenza due genitori, cosa che normalmente non viene fatta, lasciando i parenti ai margini della storia.

Tra i personaggi secondari, invece, troviamo Sara, Andrea e Joseph. Mentre per i primi due però mi aspettavo qualcosa di più a livello di caratterizzazione, l'ultimo mi ha colpito molto per la sua battuta pronta, i suoi toni sempre scherzosi e la sua voglia di vivere e di farsi valere in ogni situazione.

Non ho nulla da dire anche sulle ambientazioni. Non sapevo nulla del Wyoming, eppure mi è sembrato di trovarmi lì, proprio grazie alla caratterizzazione molto accurata delle varie ambientazioni che ci scorrono sotto gli occhi, riga dopo riga.

L'unico punto debole, secondo me, è la scrittura in terza persona che ha, per quanto mi riguarda, rallentato un po' la storia, rendendola a tratti anche pesante. Ma questo ovviamente è un mio parere personale e assolutamente soggettivo.

Ringrazio Paola per la copia cartacea del romanzo, in attesa di potervi parlare del secondo volume!








venerdì 30 ottobre 2020

Recensione: "Le dieci regole del miliardario" di Annika Martin

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Titolo: Le dieci regole del miliardario
Genere: rosa contemporaneo 
Autore: Annika Martin
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Innamorarmi di lui non era il mio piano...
Max Hilton. Ovvero la mia nemesi dai tempi del liceo.
Tramutatosi ora nell'uomo più ricco di tutto lo stato. Il re del mondo.
E a me domani toccherà consegnarli il pranzo. Vestita da gattina.
Oh lo adorerà. Già so che farà uno dei suoi sorrisi smaglianti, dall'alto della sua torre scintillante, il sorriso del playboy più famoso di tutta New York.
A quanto pare stavolta non sarà la curiosità a uccidere il gatto...ma la mortificazione.
Eppure, quando sono sul punto di considerare un prematuro licenziamento, la mia compagna di stanza mi lancia l'ancora della salvezza.
"Il Playbook di Max Hilton: le dieci regole d'oro per scegliere la ragazza più Hot della stanza".
Niente meno che il libro che lo ha catapultato nell'Olimpo delle celebrità. E che da oggi sarà la mia Bibbia.
Perchè non usare contro di lui le sue stesse tecniche? Lo piegherò alla mia volontà, lo metterò in ginocchio...e alla fine gli spezzerò quel cuore di ghiaccio.
Chiamatela pure rivalsa per tutte le povere ragazze che hanno dovuto sopportare orde di perdenti che seguivano le sue leggendarie tattiche di seduzione.
Il problema è che Max non è affatto come pensavo fosse. E vederlo ogni giorno sta iniziando a farmi uno strano effetto.
...e poi ha quel sorriso, quello che rivolge solo a me e mi fa sciogliere il cuore.
...e poi c'è il modo in cui mi tocca, e il brivido che mi fa scendere per la schiena.
...e poi ci sono quei baci proibiti che mi fanno impazzire.
Riuscirò a spezzare le sue regole prima che sia lui a spezzarmi il cuore?
A primo impatto questo libro dalla trama mi era sembrato interessante, ma la mia opinione finale non è totalmente positiva.

Ma andiamo con ordine.

Dalle prime pagine conosciamo Mia, una ragazza sicura di sé che ha studiato per diventare un attrice e aspira a ricoprire il ruolo di protagonista in un spettacolo molto importante. Vive insieme a una sua amica, e lavora presso un servizio che porta cibo da asporto negli uffici e devono vestirsi da gatte con il grembiule.
E quando un giorno Mia scopre di dover servire il palazzo di Max e anche lui stesso, il suo vecchio nemico delle superiori per un attimo pensa di licenziarsi perché pensa sia tutto un piano studiato per deriderla e dimostrarle la sua superiorità.
Ma le sue due amiche la mettono al corrente di essere state prese in giro dai ragazzi con cui uscivano, perché avevano utilizzato delle regole prese dal libro di Max Hilton e così inizierà il piano che consisterà nel mettere in ginocchio Max usando le sue stesse regole e poi spezzargli il cuore.
E se inizialmente Mia non è molto d'accordo, alla fine cede e mette in pratica il piano.
Giorno dopo giorno gli porta il pranzo e allo stesso tempo utilizza le regole, ma piano piano si rende conto che Max non è come se lo era immaginata.   

Dall'altra parte abbiamo Max un miliardario che si è fatto strada nel settore dell'abbigliamento.
Ha frequentato la stessa scuola superiore di Mia ed era un pianista fantastico ma poi ha mollato tutto.
E' una persona che si nasconde dietro un muro fatto di battute e l'immagine della persona dal cuore di ghiaccio che con uno sguardo ti scava dentro nell'anima.
Quando rivede dopo dieci anni Mia che varca la soglia del suo ufficio consegnandogli il pranzo vestita da gattina in grembiule rimane abbastanza sorpreso.

E già qui la piega che ha preso la situazione non mi piace. Sono passati dieci anni e Mia crede... no, è convinta che Max pensi ancora a lei. Per me lei si fa troppi complessi e mi sembra troppo vanitosa. E la storia del piano per mettere in ginocchio Max? Ma dai, avete quasi trent'anni e fate queste cose da ragazzini delle superiori. Insomma , mi aspettavo un po' di maturità in più.

Poi è tutto molto affrettato ed è una cosa che non sopporto in un libro, dove mi aspetto che ogni cosa prenda il suo tempo.

Per concludere, la storia nel complesso non era male, la scrittura era scorrevole anche a tratti divertente, però non mi ha fatto impazzire.