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giovedì 15 ottobre 2020

Recensione: "La cenerentola sbagliata" e "La principessa di Altheia" di Aya Ling

17:07 0 Comments

 

Titolo: La Cenerentola Sbagliata
Saga: Le Favole Incompiute, #1
Autore: Aya Ling
Genere: fantasy romance/retelling
Pagine: 385

Editore: Hope Edizioni
Disponibile in digitale e cartaceo!

Quando Kat strappa accidentalmente un vecchio libro illustrato, viene magicamente trasportata nel mondo di Cenerentola - come Katriona, una delle brutte sorellastre! 

La vita si è capovolta adesso che è una signora nobile di nascita e deve imparare come sopravvivere alla stagione mondana, compreso passare attraverso la porta indossando una gonna con un enorme cerchio di metallo. 

Per tornare indietro, dovrà completare la storia, dritta fino al lieto fine, ma tutto sembra essere a suo sfavore: l'altra sorellastra è bella da impazzire, la fata madrina è introvabile e il principe, nonostante sia incredibilmente sexy, detesta apertamente i balli. 

Potrà mai tornare nel mondo attuale?







Titolo: La Principessa di Athelia
Saga: Le Favole Incompiute, #1.5
Autore: Aya Ling
Genere: fantasy romance/retelling
Pagine: 92
Editore: Hope Edizioni
Disponibile solo in digitale!

Kat adesso si è trasferita a palazzo, determinata a sfruttare al massimo il tempo con il suo amato principe. Essere principessa, comunque, non è tutto rose e fiori. Deve imparare a comportarsi come una reale, prepararsi per l'imminente fidanzamento, difendersi contro parenti ostili. E sapendo che il suo tempo con Edward è limitato, Kat non è così certa di voler ancora diventare principessa…

Avevo alte aspettative per questo romanzo sin dall’annuncio (e dalle seguenti ricerche in pieno stile da stalker che ho fatto per informarmi al riguardo), ma anche diverse preoccupazioni. Per tutto il tempo prima dell’uscita, ho pensato che potesse essere fin troppo banale e scialbo rispetto ai retelling a cui ero abituato, ed ero terrorizzato all'idea di potermi trovare di fronte a qualcosa di stupido o addirittura trash.

Sono rimasto pienamente soddisfatto, ma vi dirò anche di più... Ero piacevolmente sorpreso alla fine di ogni capitolo, perché questo retelling è un piccolo gioiellino e mi stupisco di quanto sia rimasto nascosto e sconosciuto ai più, anche nella sua terra d'origine.

La storia comincia quasi subito, già dal primo capitolo veniamo coinvolti e travolti dalla narrazione frizzante di un personaggio divertente come Kat, che trascinata nella favola di Cenerentola si ritrova a vestire i panni della sorellastra brutta, Katriona, con lo scopo di portare a termine la favola originale per poter tornare a casa dalla sua famiglia.

Conosciamo tutti la storia della sventurata ragazza costretta a fare da serva alla perfida matrigna e alle due subdole sorellastre, quindi vien da chiedersi dove stia adesso la novità in questa storia? Be’, cari lettori, non tutto è come sembra.

Per tutto il romanzo le cose non vanno MAI bene, e sembrerebbero esserci intrighi ancor più grandi dietro la figura di Cenerentola, della fata madrina, della famiglia Bradshaw (di cui fa parte la matrigna) e del regno in cui si muovono tutte le vicende.

Cosa mi ha colpito più di tutto, però? Il world building di questa storia. 

Incredibile quanto sia stato dettagliato e impeccabile, lasciando anche qualche apertura per i futuri volumi, che saranno tre. Il regno di Athelia è diverso dal classico sfondo per le favole come Cenerentola, e più Katriona andrà avanti in questa storia, più si troverà obbligata a dover fare i conti con la realtà di un tempo, in cui i bambini venivano sfruttati e morivano, in cui le malattie non avevano cura e in cui l'indifferenza della borghesia mieteva veramente più vittime di una guerra, soprattutto per via del silenzio e della superficialità dietro cui si nascondevano.
Essendo una donna dei tempi moderni, ma soprattutto essendo una donna con una voce che vuole farsi ascoltare, Kat verrà etichettata come matta e stramba, e questa è una cosa che ho adorato... Non tutti i retelling contengono argomenti così maturi, e questo li ha saputi gestire a meraviglia.

I personaggi son sviluppati davvero bene, anche i secondari hanno la loro rilevanza e tutti quanti hanno un momento proprio per splendere e conquistare il nostro cuore, nel bene e nel male. La coppia principale del lato romantico di questa storia è piuttosto atipica, bisogna dirlo, ma regge bene a livello di chimica su carta e sono stato contento ma anche devastato emotivamente alla fine.

Finale dolceamaro, ma sappiamo che ci saranno altri volumi che sembrano promettere ancor più scintille, così come altri problemi per la nostra protagonista e il favoloso regno di Athelia.

Tra i capitoli finali e proprio prima dell’epilogo di questo volume, inoltre, va ad inserirsi una novella di novanta pagine, La Principessa di Athelia, di cui vi parlerò direttamente in questa recensione perché la trama sembra far parte e ampliare ancora di più la storia del primo capitolo di questa splendida tetralogia.

Devo dire che è stato un racconto davvero piacevole e adorabile, nella sua semplicità e soprattutto nell’immediatezza di ciò che va a raccontare. I capitoli approfondiscono molto quello che è il rapporto tra Kat e il principe Edward, soprattutto tra l’ultimo capitolo e il vero epilogo del primo romanzo, e chiarisce un po' di cose sul finale dei personaggi secondari, cosa che ho apprezzato tantissimo rispetto alla rapidità degli ultimi capitoli del romanzo principale, ovviamente concentrati su Kat e il suo lieto fine.

Mi dispiace per le poche pagine di questo racconto intermedio tra un romanzo e l'altro, e per il fatto che non tutto sia stato approfondito come meriterebbe, ma è stato bello tornare da questi personaggi e in questo mondo che si fa sempre più interessante, e di cui scopriamo qualcos'altro.

Non darò un voto pieno a questa novella, però, perché sento che ha rivelato qualcosa di fin troppo fondamentale a mio parere, per essere messo in un semplice racconto e non inserito nel romanzo o nella saga principale. Chi non ha voglia di leggere questo spin-off, che è disponibile esclusivamente in edizione digitale, potrebbe perdersi qualcosa di davvero importante e non aver modo di recuperarlo.

Ad ogni modo, quello che io considero il primo volume intero (La Cenerentola Sbagliata e la novella annessa) è promosso assolutamente a pieni voti. Sento di poter consigliare questa storia a chiunque voglia leggere e rivivere una bellissima favola, ma anche una storia intensa, che si fa divorare e sa conquistare con facilità sorprendente.








domenica 27 ottobre 2019

Recensione: "Feyness" di E.S. Carter

10:00 0 Comments

Buongiorno lettori e benvenuti in questa nuova recensione!

Ringrazio la Hope per averci omaggiato di una copia digitale di questo romanzo!


Titolo: Feyness – Ti Vedo

Saga: Serie L’Ordine Rosso, #1

Autore: E.S. Carter

Casa editrice: Hope Edizioni

Genere: dark romance


SINOSSI

Ti vedo.
Vedo la tua anima.
Vedo ogni tuo peccato.
Vedo la tua aura intrisa di sangue e di malvagità.
La maggior parte delle persone sono intrinsecamente o buone o cattive.
Qualcuno sta in bilico fra luce e oscurità.
Pochi riescono a cambiare il colore della loro essenza: è una lotta che solo i più forti possono vincere.
Lui è l’oscurità.
Un male così puro che la sua anima è nera, eppure ne sono attratta come una falena lo è dalla fiamma.
Ci sono giorni in cui mi sembra di affogare, le ondate dei miei sentimenti mi rubano l’aria dai polmoni.
Altri giorni non provo niente, sono vento e come il vento volo.
Non so cosa sia peggio: annaspare in cerca d’aria o morire per questa sete.
Si può imparare a respirare sott’acqua, quando si trova qualcuno per cui vale la pena annegare?


RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Come scritto nella trama ufficiale del romanzo, grazie ad un avvertimento esplicito dell’autrice, Feyness è un romanzo dark autoconclusivo, ossia con una storia che funziona anche così singolarmente.
In cosa sta l’avvertimento?
Nella parola “dark”, che nel caso specifico di un romanzo come Feyness non implica soltanto un romanzo dalle ambientazioni cupe e dai caratteri privi di morale, o da scene di sesso crude e forti, ma indica un contesto molto violento e sanguinoso, un mondo che a tratti ricorda uno dei distopici più contorti, in cui il sesso e la tortura sono le uniche cose su cui sembrano basarsi vendette, vendite di donne come schiave, intrighi e scontri furiosi.
Feyness è tutto questo e molto altro.
Un romanzo disturbante e raccapricciante a volte, una storia intensa e sanguinolenta, adatta solo a stomaci forti, ma pur sempre una storia d’amore. È un amore malato e contorto forse, mosso da personaggi oscuri e non sempre chiari, ma prima di tutto è la storia di una donna in balia del proprio destino, una donna che diventa la pedina di uno scontro secolare, di una vendetta in corso da secoli, di un rovesciamento del potere che potrebbe finire bene, o potrebbe portare al devasto tutto quanto.
Non avevo mai letto un dark romance, se escludiamo dal genere il meraviglioso Loving the Demon di Nicole Teso, che ho adorato e che impallidisce di fronte alla perversione della storia scritta dalla Carter e pubblicata in Italia per Hope Edizioni (mossa coraggiosa).
La mia prima esperienza con Feyness è stata positiva senza alcun dubbio, ma riflettendoci meglio posso dire che non lo è stata esattamente del tutto, forse perché era il romanzo meno adatto ad un principiante come me, che ha cominciato a leggere romance vero e proprio soltanto tre anni fa, mettendoci direttamente le mani in pasta quando ho cominciato a lavorare con le traduzioni per case editrici di questo genere.
Cosa mi ha convinto di Feyness, innanzitutto?
I personaggi che stanno sul filo tra bene e male, il continuo sfumare tra giusto e sbagliato, la narrazione audace e la penna forte e sfuggente della Carter, quella che lascia campo libero ad un mistero che si infittisce, a pensieri oscuri e parole taglienti, immagini forti descritte con frasi brevi e immediate, di quelle che mozzano il fiato durante la lettura, che scorre veloce in poche ore.
Faye e Cole sono due personaggi molto interessanti e ben caratterizzati, che si muovono in un mondo contorto che, purtroppo, non è sempre chiaro e non si riesce a capire fino alla fine, e a tratti neanche dopo il finale. Resta un mistero tutto il world building, che mi auguro venga spiegato nei prossimi volumi autoconclusivi, così come resta una strana aggiunta lo strano potere appena accennato di Faye, che giace lì su carta e tra le vicende di questa storia senza una spiegazione.
Da lettore curioso, è stata una mancanza di dettagli che mi è pesata e non poco, ma da primo lettore di dark romance posso dire che forse la storia non richiedeva tutti questi dettagli, andando dritta al punto con forza e violenza, la stessa che pervade le pagine di questa storia depravata e contorta, che mi è piaciuta (e mi domando cosa possa voler dire di me questo dettaglio).
Parlando proprio della trama, è una storia di vendetta e violenza, e devo dire che mi ha gasato ed emozionato parecchio. Ho percepito l’adrenalina, l’ansia e il panico di stare lì sulla scena assieme ai personaggi. Ho distolto lo sguardo un paio di volte, perché la Carter sa scrivere e lo sa fare davvero bene, e non si risparmia dettagli malati o immagini orribili, servendoci una storia davvero intensa e pesante.
Tutto sommato, il romanzo è promosso con una sufficienza, ma mi auguro per il futuro di questa serie (che dovrebbe essere una trilogia di autoconclusivi brevi) che si aggiungano dettagli che riescano a mandare avanti un mondo molto contorto, quanto interessante.


venerdì 13 settembre 2019

Recensione: "Brucia per me" di Shey Stahl

10:00 0 Comments
Buongiorno lettori e benvenuti ad una nostra nuova recensione!

Ringraziamo la Hope Edizioni per averci fornito una copia digitale del romanzo.



Titolo: Brucia Per Me

Saga: Autoconclusivo

Autore: Shey Stahl

Genere: contemporary romance

Editore: Hope Edizioni


SINOSSI

Milena Wellington, direttrice del Wellington Plaza, potrà anche essere cresciuta in un mondo di privilegi, ma ha lavorato sodo per la sua carriera e non intende permettere a nessuno di scavalcarla. Il problema? La sua vita sentimentale è un disastro, dorme sul divano di un’amica, i suoi colleghi complottano di continuo alle sue spalle e sta stalkerando un sexy e arrogante pompiere, con cui ha avuto un’avventura di una notte.
Essere un pompiere non è mai stata una scelta per Caleb Ryan. Il suo destino è stato deciso quando la sua vita è andata in frantumi. Non ha mai deviato dal suo percorso e la tentazione non gli ha mai fatto perdere la strada. Il problema? Le donne servono a uno scopo, ma l’amore... be’, lui non è capace di amare. Almeno finché non incontra di nuovo la sagace e incredibilmente sexy brunetta che ha conosciuto alla vigilia di Natale. È bastata una notte e quella bellezza esotica ha acceso un fuoco dentro di lui... e Caleb non può lasciarla andare.
Che succede quando non si può ignorare la fiamma?


RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Su questi schermi abbiamo parlato di romance che distruggono a pezzi con risvolti inaspettati che ci hanno lasciato a bocca aperta, romance che ci scaldano il cuore, romance sulla rinascita e romance al limite della sopravvivenza. Finalmente questo genere sta prendendo sempre più piede, e anche se non sempre è visto di buon occhio o i titoli sono gradevoli, quest’anno la Hope Edizioni (con cui siamo più che soddisfatti di collaborare) ci sta regalando romanzi che spaziano davvero in più campi e più generi, sforando i classici concetti dei romance e deliziandoci con storie che mi restano nel cuore e a cui ripenso spesso, cosa che non mi capita sempre.
Oggi parleremo di Brucia Per Me, un romance autoconclusivo di stampo classico ma che nasconde in sé una storia molto più particolare e profonda di quanto non sembri, nascosta dietro le sembianze di una commedia a tutti gli effetti. Tra una scena di sesso e un siparietto comico che mi ha fatto sbellicare dal ridere (vi dico solo: stalking con le amiche), si dirama una storia di sacrificio e amore, fiducia reciproca e passione.
Perché dico questo? Semplice.
Brucia Per Me è una storia d’amore e di una passione senza freni, che si consuma pressocché ovunque ma sopratutto dentro i nostri protagonisti. È una storia mossa da due personaggi principali che sanno far piegare in due dalle risate i lettori, con il proprio sarcasmo pungente e i battibecchi, i continui botta e risposta pieni di battute e frecciatine davvero esilaranti, dietro cui si nasconde però l’amore che sta sbocciando sempre più ferocemente tra i due.
Ma non è soltanto questo. 
In Brucia Per Me troviamo due persone che sanno cosa significa lavorare sodo ogni singolo giorno, sacrificare se stessi e il proprio mondo per costruire un sogno, per viverlo davvero. Milena e Caleb sono due personaggi con un passato simile e un senso del dovere che gli appesantisce le spalle e gli carica la schiena di responsabilità enormi, che entrambi si portano dietro da tutta la vita. Attorno a loro, i personaggi secondari fanno il proprio ruolo magistralmente, lasciando intendere tra le righe una storia tutta propria e una caratterizzazione particolare che emerge col susseguirsi dei capitoli e delle vicende.
La scrittura della Stahl è semplice ma non troppo, e non risulta mai né pesante, né eccessivamente banale. Si adatta perfettamente alla storia, così come la narrazione da parte di entrambi i protagonisti (abbiamo un doppio punto di vista alternato) riesce benissimo nel suo intento di portarci nella mente sia di Caleb che di Milena. Entrambi usano un linguaggio tutto proprio, ed entrambi si rivolgono a volte anche al lettore, in un modo tutto particolare e ugualmente divertente.
Dopo la prima metà del romanzo, la storia assume dei toni leggermente più seri, e non posso promettervi che verso gli ultimi capitoli non vi possa scappare una lacrimuccia o due. Ma, come ogni romance che si rispetti, l’amore è sempre ovunque e dietro ogni angolo, e ne vedrete delle belle, promesso.
Terrò d’occhio la Stahl, covando segretamente la speranza di poter tornare da questi personaggi, soprattutto i secondari, con nuove storie e nuovi scenari. Una volta chiuso il romanzo, ho sentito la mancanza di Milena e Caleb troppo forte, e non escludo una seconda lettura in futuro.
Se volete stare spensierati, ridere, farvi scaldare l’anima (e non solo), questa è la lettura giusta per l’autunno in arrivo.


martedì 10 settembre 2019

Recensione: "L'orso e l'usignolo" di Katherine Arden

10:00 0 Comments

Buongiorno lettori! Oggi vi parliamo di un romanzo che abbiamo letto per una collaborazione con Fanucci che ringraziamo per averci inviato una copia digitale del libro!


Titolo: L’Orso e L’Usignolo

Saga: Serie Winternight, #1

Autore: Katherine Arden

Editore: Fanucci Editore

Genere: fantasy


SINOSSI


In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l'inverno dura la maggior parte dell'anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell'inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. 
Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può "vedere" e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell'intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. 
Vasilisa è l'unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l'Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini.


RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Non c’è alcun modo di girarci intorno, e non ho proprio intenzione di farlo, perché quello che sto per dire sarà l’unica grande verità che potrò darvi su questo romanzo per farvene innamorare sin da subito. Ebbene, va detto a gran voce: L’Orso e L’Usignolo è tra i migliori fantasy che io abbia letto in questi due anni, se non proprio il migliore. Volevo riservare il posto in cima alla classifica a qualche altro titolo, ma cavolo, questa fiaba fantasy mi ha preso talmente tanto da farmi vacillare e stringere il Kindle.
Ho sempre adorato le storie un po’ strane, quelle intricate, che creano un mondo spettacolare e trascinano il lettore con sé, tra personaggi bizzarri e vicende uniche, al limite del fantastico e del magico. Storie come Il Castello Errante di Howl, o come Bellezza Crudele, sono sempre riuscite ad ossessionarmi e restarmi impresse nella mente per sempre, con la voglia di averne di più, di vedere e immaginare di più. L’Orso e L’Usignolo oggi si unisce a questa breve lista di fantasy che saranno il mio tormento per i mesi a venire, finché non ne sarò sazio (non accadrà mai).
La trama la trovate qui sopra, ma credetemi se vi dico che tutto quello riassunto sulla costina dell’edizione Fanucci non basterà mai a descrivere con cura questo romanzo. Ci sono così tanti particolari, così tante vicende che si intrecciano o si svolgono in parallelo, così tanta mitologia dietro, così tanta magia che non troverò mai le parole adatte per dirvi quanto sia pieno di creatività ed immaginazione questo romanzo.
La storia trae ispirazione da diverse fiabe tradizionali russe, tra cui principalmente Vasilisa La Bella, che dà il nome e la caratterizzazione al personaggio di Vasja, una ragazza minuta e mingherlina che riesce a parlare con le creature dei boschi e con gli spiriti che si aggirano per la casa, guadagnandosi la fama di essere uno spirito troppo ribelle e spericolato, oltre che una strega e un danno per il villaggio in cui vive. 
Vasja ha la sfortuna di essere una ragazza “moderna” in una società ancora troppo cupa, chiusa e retrograda, legata fortemente alla religione e alla paura di poter essere puniti. A questo contribuirà anche un personaggio in particolare (che sarà per noi una versione più tormentata e complessa del Diacono Frollo animato ne Il Gobbo di Notre-Dame), che cercherà di staccare il popolo del villaggio dalle proprie credenze e dal mondo di fiabe in cui continuava a vivere.
Ma è proprio dalle fiabe russe, e soprattutto dalle credenze popolari di un tempo (medievali principalmente, dal momento che la trama del romanzo sembra muoversi in un periodo storico ben definito, seppur in un ambiente immaginifico), che la Arden ha tirato fuori altri personaggi molto più interessanti e particolari, come l’Orso o il Morozko, l’oscuro re dell’inverno intorno a cui girerà tutto il mistero dell’opera e la seconda parte del romanzo, soprattutto. Se avete letto Cuore Oscuro, sappiate che il Morozko riuscirà a rapirvi e conquistarvi, proprio come fece il Drago ai suoi tempi. Siete avvisati/e.
La storia è narrata divinamente grazie alla penna elegante e raffinata della Arden, con una prosa che fa di questa fiaba il perfetto romanzo per adulti, seppur catalogato come young adult e non avendo temi estremamente pesanti. L’intreccio risulterà forse difficile nei primi capitoli, ma con l’andare delle pagine vi renderete conto che questo mondo è entrato a far parte anche del  vostro, e sarà tutto più chiaro e di facile lettura. Un po’ debilitanti forse i termini russi, che non riuscirò mai a ricordare, ma devo ammettere che hanno contribuito a rendere tutto molto più accattivante. 
Prossimo viaggio? Russia! O forse no…
Resta comunque il fatto che questo romanzo, che potrebbe funzionare anche da autoconclusivo (nonostante la serie abbia due seguiti con gli stessi personaggi), mi ha incantato e conquistato totalmente, ed era una cosa che non mi succedeva dai tempi di Cuore Oscuro e dalla ristampa de La Figlia del Nord, che vi consiglio di recuperare.
È un romanzo corale, un romanzo in cui la narrazione parte dagli inizi di una famiglia di un villaggio russo e prosegue con pochi personaggi, ma che riescono a brillare e incuriosirci, ognuno con la propria storia. Anche la matrigna cattiva o il nemico principale, che aleggia nelle foreste cupe e gelate dall’inverno, terrorizzando anche noi lettori, hanno un proprio background e una storia interessante da cui partire.
Spero che la Fanucci Editore decida di pubblicare presto il seguito di questa storia, perché io voglio tuffarmi di nuovo in questo mondo e tornare da una Vasja più cresciuta, in attesa della prossima avventura.


mercoledì 4 settembre 2019

Recensione: "Un'ultima speranza" di Layla Hagen

10:00 0 Comments
Prima di cominciare ci tengo a ringraziare la casa editrice Hope Edizioni per averci inviato una copia digitale del romanzo e poi il nostro contributor Paolo Costa che si è impegnato a leggerlo e recensirlo nel più breve tempo possibile.


Titolo: Un'ultima speranza

Autrice: Layla Hagen

Genere: Romance

Casa editrice: Hope Edizioni


SINOSSI

Il matrimonio di Aimee sarà indimenticabile: il suo vestito, il fidanzato e l'idilliaco ranch in Brasile in cui avrà luogo, ogni cosa è perfetta. Ma tutti i suoi progetti s’infrangono quando il jet privato che la sta portando dagli Stati Uniti al Brasile, dove il fidanzato l’attende alla vigilia delle nozze, ha dei problemi tecnici e il pilota è costretto a effettuare un atterraggio di emergenza, proprio nel cuore della foresta amazzonica.
Impossibilitati a raggiungere la civiltà, per Aimee e Tristan – il pilota – l’essere soccorsi è l’unica possibilità. Una flebile speranza che pian piano si inaridisce, lasciando il posto alla disperazione, perché la morte, nella giungla, può arrivare sotto molte forme: fame, malattie, animali.
Aimee e Tristan combattono per la sopravvivenza e, nel frattempo, si avvicinano. Insieme scoprono che affrontare angosce scolpite nell’anima da un passato doloroso, richiede un coraggio persino maggiore dell’affrontare la foresta pluviale.
Nonostante la devozione per il suo fidanzato, Aimee non può nascondere i suoi sentimenti per Tristan, un uomo per il quale sta lentamente diventando tutto. 
Ci sono molte cose che puoi nascondere nella foresta pluviale. Ma non le bugie. O l’amore.
Questa è la storia di un uomo alla disperata ricerca di perdono e della donna che gli fa conoscere di nuovo la speranza. È una storia in cui l’istinto di sopravvivenza mette le ali e si trasforma in un bellissimo e intenso sentimento d’amore. Un amore proibito. 



RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Non pensavo di aver bisogno di un survival romance nella mia vita, finché non è piombato questo piccolo capolavoro tra gli annunci della Hope Edizioni, qualche mese fa. Attirato subito dalla meravigliosa copertina originale (eguagliata da quella dell’edizione italiana) e dalla trama che prometteva brividi e scintille, non ho potuto fare a meno di comprarlo alla sua uscita, subito ossessionato dall'idea di cosa avrei potuto leggere in una storia del genere, qualcosa che non avevo mai visto prima e che ero sicuro mi avrebbe fatto provare gli stessi vibes di serie televisive come Lost, che ho sempre adorato e che sono sempre state il mio guilty pleasure proibito.
Ho trovato davvero tutto quello che volevo in quest'opera: una storia d'amore che cresce lentamente, personaggi tormentati e perfettamente umani, una situazione difficile da affrontare nel modo giusto, delle vicende al limite della sopravvivenza, un finale dolceamaro (perché una storia del genere sarebbe perfetta solo con un finale simile) e un sentimento unico che trascende il tempo e il destino.
Ma questo semplice elenco non basterà mai a farvi capire quanto io abbia amato alla follia Un’Ultima Speranza, e quanto io sia rimasto incollato alle pagine, pur di arrivare in fretta al finale e scoprire come si sarebbero concluse le vicende di Aimee e Tristan, due opposti che fanno scintille, una volta uniti in una cosa sola.
Con Tristan e Aimee, i loro tormenti e i loro sogni, le loro speranze e il loro rapporto travagliato, Layla Hagen è riuscita a farmi sognare e tremare allo stesso tempo, a farmi battere il cuore sempre più veloce, prima per l'emozione e poi per la paura vera, con la sensazione continua che qualcosa fosse sempre in agguato dietro l'angolo.
La narrazione procede spedita in prima persona, tutto dal punto di vista di Aimee, il che rende l'opera interessante. Aimee è una ragazza in gamba e sicura, con i piedi ben saldi per terra e un progetto di vita che la fa stare bene, diverse ambizioni per cui lotta ogni giorno e che si scontrano con la paura di scoprire se stessa, rivelandosi l’opposto di quello che credeva di essere. I suoi tormenti sono anche i nostri, per tutto il romanzo, così come il suo ottimismo e il suo cuore buono riescono a farci sciogliere e legare subito con il personaggio. Non è la classica ragazzina viziata, non è una sprovveduta, ma è una donna cresciuta da sola e in fretta, che impara a muoversi in un mondo sempre più pericoloso e ostile.
Aimee è indubbiamente la protagonista ideale per un survival romance, ma sono i piccoli spezzoni di Tristan a completare la storia della ragazza, rendendo il romanzo misterioso e oscuro quanto basta, prima di tornare alla luce, quel bagliore chiaro a cui tutti ci aggrappiamo quando leggiamo questa storia… Inclusi i nostri due personaggi, che nel profondo della foresta amazzonica, si troveranno a dover mettere in gioco ogni parte di sé, incluso il proprio cuore e il proprio passato.
Non mi aspettavo così tante emozioni, così tanti brividi, un batticuore così forte da farmi esplodere il petto, in un romanzo del genere. Ma non posso non dire che questa storia è assolutamente promossa a pieni voti. 
Non vedo l'ora di leggere altro della Hagen, perché con Un’Ultima Speranza è riuscita a rapirmi e farmi estraniare dal mondo per ben quattro giorni, occupandomi la mente quando non potevo leggere, costantemente preoccupato per i personaggi e stuzzicato dall’idea di proseguire per scoprire cosa accadrà dopo.


venerdì 30 agosto 2019

Recensione: "Diphylleia" di Elia Bonci

10:00 0 Comments
Buongiorno lettori, oggi siamo qui per parlarvi di un romanzo molto particolare recensito dal nostro Paolo.


Titolo: Diphylleia

Saga: Autoconclusivo

Autore: Elia Bonci

Editore: Caravaggio Editore

Genere: young adult contemporary


SINOSSI

In una gelida notte di febbraio nella città di Duluth, nel Minnesota, Aiyana si risveglia dopo tre mesi di coma, ma non ricorda nulla. Karla, la nonna, e Ben, l’infermiere che si è preso cura di lei, rimarranno al suo fianco per aiutarla a ristabilirsi e a ripercorrere le tappe del suo passato, affinché lei possa recuperare la memoria. 
Ed è proprio nell’inseguire e rivivere un passato doloroso che riaffiora un grande amore, non accettato. Un amore che risponde al nome di Selene. 
Ma l’amore non è solo sofferenza, altrimenti l’avrebbero semplicemente chiamato dolore. Questo è il messaggio profondo che l’autore ci vuole trasmettere: anche se sembrano andare nel peggiore dei modi, in futuro le cose andranno meglio. 
Diphylleia è un libro che ci permette di vivere le varie facce dell’amore, da quello non accettato perché diverso, di Aiyana e Selene, all’amore non corrisposto e senza riserve, di Ben, fino a quello incondizionato di Karla per la nipote e quello sbagliato di un padre che non è riuscito ad affrontare le prove della vita. Ma soprattutto, Diphylleia ci dimostra che c’è sempre la possibilità di scegliere di vivere l’amore con coraggio, anche quando sembra impossibile. 


RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Ci sono amori che superano il destino, altri che restano impressi nella memoria di chi ama e di chi ci ha amato, ma ci sono amori così importanti da essere quasi fondamentali nella nostra vita, amori con cui dividiamo tutto e che scavano talmente a fondo dentro di noi, da lasciarsi dietro dei piccoli frammenti anche quando qualcosa di brutto arriva a toglierci il mondo, ricordi e identità inclusi.
È quello che succede ad Aiyana, ed è quello che il giovanissimo autore esordiente Elia Bonci cerca di raccontarci in questa storia, fatta di frammenti che si susseguono e ci riconducono verso il nucleo fondamentale di questo romanzo breve: l’amore tra due ragazze, quello che sfida tutto pur di sopravvivere e ricongiungere le due amanti, spezzate da una terribile vicenda il cui peso aleggia tra le pagine e ci inquieta, dal prologo fino alla fine.
Devo dire che non mi aspettavo di poter trovare così tanta carne sul fuoco, in un romanzo così breve. Abbiamo diverse tematiche affrontate più o meno con leggerezza, che  in questo caso non è sinonimo di superficialità, ma che indica la volontà dell’autore di lasciare pochi indizi e tracce su cui ogni lettore può soffermarsi a suo piacimento per riflettere e giungere alle proprie conclusioni, senza che Aiyana (o Elia al posto suo) ci racconti tutto o ci imbocchi le varie tematiche dure, una dopo l’altra.
È un gesto da apprezzare da parte di un autore così giovane, sebbene io sia convinto che un romanzo un po’ più lungo potesse soltanto giovare ad una storia così intensa e importante. Sarebbe stato meglio per approfondire delle tematiche che raramente troviamo in un romanzo per ragazzi, e che forse era davvero necessario ampliare e approfondire, soprattutto avendo visto l’incredibile capacità di Elia Bonci di raccontare una storia intera e carica in poche pagine ricche di significato. 
Va comunque bene così, fidatevi di me.
È proprio lo stile di narrazione il punto forte del romanzo, particolareggiato dalla prosa poetica di Elia Bonci, che lascia trapelare pura eleganza e raffinatezza da ogni singola parola di questa storia tormentata, senza perdersi in eccessivi vaneggiamenti o in frasi messe a caso solo per arricchire un testo già denso. Tutto scorre alla perfezione, andiamo avanti spediti lungo tutto il romanzo, saltellando di qua e di là tra passato e presente, con piccoli bocconi che ci aiutano a capire meglio, ma che ci lasciano comunque in sospeso e con la voglia di procedere, fino ad arrivare ad una conclusione dolcissima e piena di speranza.
Un piccolo parere personale, per chi potrà condividere il mio stesso gusto o pensiero (sebbene vi consigli caldamente di non lasciarvi sfuggire questo romanzo): credo fortemente che la storia sarebbe stata meglio se ampliata e approfondita, con scene in più soprattutto del passato e una caratterizzazione o un’attenzione particolare per personaggi come Ben o la nonna della protagnista, ma questa è una scelta stilistica dell’autore che rispetto in ogni caso e che non va assolutamente messa in discussione, dal momento che ci troviamo comunque di fronte ad un’opera ed una storia perfettamente completa in tutto e per tutto.
Tutto procede, dunque, e ci porta ad un finale dolce e intenso… 
Ma tra le pagine piene d’amore sincero ed eterno, si nasconde un dolore profondo che ha minacciato più volte di rovinare la vita alla giovane Aiyana: l’odio, il rancore, l’omofobia, l’incapacità di essere genitori, di accettare il prossimo e di accettarsi, di amare senza freni e di voler bene senza paure. Sono tutte tematiche che restano tra le pagine e che minacciano di darci il tormento da un momento all’altro, di balzare fuori dalla vivida immaginazione dell’autore per colpirci dritto in faccia. Non succede mai, per fortuna, o almeno non davvero, e forse anche questa è un’occasione mancata di dare il duro colpo al lettore, per lasciargli impresso qualcosa come un marchio, un taglio profondo.
Tutto sommato, tra alti e bassi e una giostra immensa di emozioni contrastanti, amore e dolore, lacrime e speranza, ci ritroviamo di fronte ad una lettura leggera ma che riesce a lasciare qualcosa anche per giorni dopo la fine della lettura. Un’opera che si legge in pochissime ore, ma che regala qualcosa e che ci spinge a riflettere, chi più e chi meno, sull’importanza di esistere e amare, di tenere i propri ricordi (ma soprattutto sé stessi) ben stretti e saldi.


giovedì 29 agosto 2019

Recensione: "Harley & Rose" di Carmen Jenner

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Buongiorno lettori, oggi vi parliamo di un nuovo romanzo edito Hope Edizioni!



Titolo: Harley & Rose

Saga: Autoconclusivo

Autore: Carmen Jenner

Genere: contemporary romance

Casa editrice: Hope Edizioni


SINOSSI

Fin da quando era una ragazzina, Rose sognava il giorno in cui Harley l’avrebbe portata in braccio oltre la soglia, in luna di miele. Ma cosa succederebbe se quello non fosse il giorno del suo matrimonio, e lei si trovasse lì solo perché Harley è stato lasciato all’altare appena qualche ora prima?
Barattata San Francisco per una vacanza in paradiso, dopo aver scambiato il bouquet da damigella per le Hawaii, Rose spera di poter uscire finalmente dalla friendzone.
Perché una volta Rose e Harley erano stati molto più che amici, ma la vita aveva preso un’altra piega. Da allora, Rose ha trascorso ogni giorno nella speranza che Harley se lo ricordasse.
Lei è sempre stata la sua migliore amica.
Lui è sempre stato suo.
Lei è innamorata di lui.
Lui… non è innamorato di lei.
Lui… sta sposando qualcun’altra.
Lui… sta nascondendo qualcosa.
Lui…be’… è complicato.


RECENSIONE
A CURA DI PAOLO COSTA

Chi mi conosce, sa che sono un lettore avido e attento, che divoro un romanzo dopo l’altro senza darmi tregua, e che adoro le storie d’amore (il mio guilty pleasure da tre anni a questa parte). Chi conosce il genere romance invece, sa bene che è saturo di storie che sembrano somigliarsi e cliché abusatissimi, di situazioni e amori che ad un lettore come me possono apparire visti e stravisti, di intrecci che cercano di portare qualche novità (riuscendoci a volte) e trame che invece non riescono a spiccare il volo, perdendosi tra i numerosi titoli che riempiono gli scaffali dei “romanzi rosa”.
Ad una prima lettura della trama, Harley & Rose sembrava avere tutte le carte in regola per rientrare alla perfezione nella categoria dei romance classici, quelli che ci accompagnano per poche ore, facendoci venire gli occhi a cuoricino e costringendo i nostri battiti ad accelerare vorticosamente, scaldandoci le guance e facendoci avvampare di tanto in tanto, guardandoci intorno per vedere se qualcuno sta sbirciando tra le pagine più bollenti che rischiano di farci collassare dall’emozione.
Ero convinto di trovare esattamente questo, nella seconda pubblicazione italiana di Carmen Jenner (già autrice del meraviglioso romanzo drammatico Verso il Frastuono del Caos, sempre per Hope Edizioni) ma sono stato piacevolmente sorpreso nel constatare di essermi sbagliato. In queste pagine ho trovato molto più di una semplice storia d’amore da sospiri e svenimenti, palpitazioni e tramrella.
Harley & Rose è la storia di un’amicizia che dura negli anni, un rapporto vissuto e combattuto, tra due persone a proprio modo fragili ma determinate ad ottenere quello che vogliono, tra le mille battaglie e difficoltà che un’amicizia secolare e un amore tormentato gli hanno piazzato davanti in più occasioni.
Rose è una ragazza che ha sofferto per amore, che ha provato ad andare avanti in più occasioni, ignorando i forti battiti del suo cuore di fronte alla presenza costante di Harley nella sua vita, il suo migliore amico da sempre e l’uomo che l’ha fatta soffrire, deludendola e tradendola in più occasioni, senza mai perderla davvero. È un personaggio coerente e diverso rispetto ad altre eroine dei romance di cui ho letto negli anni, e per questo mi è piaciuta particolarmente. Non ha mai avuto paura di lottare per le cose a cui tiene, ma allo stesso tempo non si fa scrupoli quando è il momento di agire da egoisti, com’è giusto che sia. L’ho trovata molto coerente e reale, ed è decisamente il mio personaggio preferito in tutta l’opera. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, tirando fuori la lingua quando è il momento e tirandosi indietro senza paura di chiedere scusa o ammettere quando è in torto. Non se ne trovano di personaggi così, in queste storie.
Harley è l’altra metà di questo romanzo e della coppia principale, un personaggio che all’inizio ho odiato, pur cercando di capirlo fino in fondo per poterlo giustificare e apprezzare. Lungo tutto il romanzo, principalmente narrato da Rose, sono veramente pochi i capitoli che che ci permettono di entrare meglio nella mente del ragazzo, per poter capire certi comportamenti o reazioni a determinate situazioni, ma sono proprio quelli i capitoli che ho apprezzato di più e che hanno aggiunto una certa tensione a tutta l’opera. Harley ha un segreto, uno davvero pesante che gli cambierà la vita, e che farà soffrire dannatamente l’unica persona che abbia mai amato davvero, oltre che chiunque gli sia caro. Questo me lo ha fatto rivalutare parecchio, amando entrambi i protagonisti prima di voltare la pagina verso l’ultimo capitolo.
La narrazione procede spedita, alternando i capitoli tra passato e presente, così da farci vivere a 360 gradi il rapporto tormentato e difficile dei due amici. Sono proprio le scene del passato il punto più forte e interessante della storia, a mio avviso, poiché la nascita dell’amore di Harley e Rose è davvero dolcissima, così come l’evoluzione dei loro personaggi e del loro rapporto lungo tutta l’opera è curiosa e particolare. Ho divorato queste pagine in due pomeriggi, e non riuscivo a staccarmene, merito anche della prosa spedita e immediata di Carmen Jenner, che non ha reso affatto difficile seguire lo svolgersi della storia.
Il risvolto di trama ad un certo punto vi farà restare a bocca aperta, e da quel momento in poi non uscirete vivi da questa lettura, asciugandovi gli occhi un paio di volte e sospirando forse un po’ troppo, per allentare la tensione e scacciare via l’ansia, mentre andate dritti sparati verso il finale.
Girata l’ultima pagina, mi sono reso conto che questa storia mi è rimasta dentro, sia per i suoi personaggi che per le vicende finali che li hanno fortemente stravolti e cambiati, riuscendo a imprimerli dentro al petto.
Terrò assolutamente d’occhio l’autrice, perché credo che abbia del talento da vendere e un’abilità unica nel trasmettere le emozioni più forti, come il dolore e la tristezza, il rimpianto e la paura, la preoccupazione, la delusione… Così come l’amore eterno e immensamente forte di “Wendy” verso il suo “Peter” (chi leggerà il romanzo capirà).